E mentre Pompei crollava si organizzava l’operazione “Dragomira”

Quando si dice che un pelo di…. tira più di una coppia di muli, non sempre è  una esagerazione, specie se quanto affermato ieri dal Governo bulgaro corrisponde a verità. E’ l’operazione “Dragomira” a scatenare un quasi incidente diplomatico tra Italia e Bulgaria e in mezzo c’è il Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi.

La storia: secondo quanto riportato da Il fatto Quotidiano, in occasione del Festival del Cinema di Venezia, sarebbe stata organizzata una “premiazione ad personam” per una certa Michelle-Dragomira Bonev, amica intima del Premier Bulgaro nonché del Premier italiano. Si sarebbe inventato un premio ad hoc da dare a questa sconosciuta attrice bulgara per uno sconosciuto film. La cosa sarebbe stata necessaria in quanto, secondo voci bulgare, la ragazza avrebbe preteso niente po’ po’ di meno che il Leone d’Oro, cosa che chiaramente nessuno si sentiva di garantirle (la giuria oltretutto era presieduta da Tarantino). Ma si sa, il Premier è persona generosa (vi ricordate Ruby?) quindi cosa fa? Ordina al fido Bondi di organizzare per l’amica del Premier bulgaro (altro collegamento a Ruby che era la nipote di Mubarak) di organizzare per lei un premio e una premiazione ad hoc, il tutto senza lesinare spese per organizzare la messa in scena. E così ci si inventa un premio speciale per il film che vede la ragazzona bulgara come protagonista intitolato “Goodbye Mama” che chiaramente al Festival non si è filato nessuno. Il premio (fasullo) è importante, almeno nel titolo: Premio speciale per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali. Roba che nemmeno le più grandi organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani si sono mai sognate (e che francamente ci fa molta invidia). Il bello è che per rendere credibile questa messa in scena che dovrebbe placare la turbolente Dragomira e renderla più “disponibile”, non si lesinano spese. Si organizza un volo charter per portare la folta delegazione bulgara a Venezia (con la compagnia privata tedesca Private wings flugcharter GmbH) per una spesa di diverse migliaia di euro. Poi si colloca la numerosa delegazione bulgara (32 persone) in uno dei migliori Hotel di Venezia, l’Hotel Cipriani, roba da star di Hollywood. Si organizzano cene e rinfreschi. Si affitta una sala per la conferenza stampa e per la premiazione, si invitano un po’ di giornalisti presi chissà dove, si invitano due Ministri (Galan e la Carfagna) per la premiazione e il gioco è fatto.

E qui nasce la mezza crisi diplomatica tra Italia e Bulgari. Bondi ha sostenuto che le spese sono state pagate dai bulgari e così nel Parlamento di Sofia qualcuno ne chiede conto con una interrogazione parlamentare mentre la stampa bulgara si scatena. Ieri arriva la risposta ufficiale di Sofia: a pagare la costosissima messa in scena è stato il Governo italiano. Fine dei giochi e palla (di nuovo) nella mani del povero Bondi.  E si perché adesso qualcuno dovrà spiegare perché in un momento di crisi come quello che sta attraversando l’Italia, in un momento in cui la storia italiana più antica e rappresentativa come la casa dei gladiatori di Pompei crolla per mancanza di manutenzione a causa della scarsità di risorse finanziarie, il Ministero dei Beni Culturali spende cifre da capogiro per organizzare una messa in scena gigantesca solo per far contenta un’amica dell’amico del Premier e del Premier stesso. Noi e l’Italia tutta aspettiamo questa risposta.

Brigitta Donati

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