E se con Battisti usassimo il “sistema Mossad”?

Dopo l’inganno pure le beffe. Qualche giorno fa il terrorista rosso, Cesare Battisti, si faceva beffe degli italiani raccontandoci di come fosse felice in Brasile tra donnine, culi e tette a go go. Ieri addirittura è arrivato all’affronto sostenendo che “non si pente di nulla” di tutto quello che ha fatto in Italia.

La cosa non è davvero più tollerabile. Occorre fare qualcosa e farla subito per riportare questo terrorista in Italia e fargli scontare la pena che merita. Se aspettiamo i tempi della giustizia internazionale diventiamo vecchi e lui continuerà imperterrito a sfotterci allegramente. No, bisogna cambiare strategia.

Gli israeliani quando davano la caccia ai criminali nazisti non si facevano tanti scrupoli sulla netiquette internazionale e sul Diritto dei paesi che li ospitavano. Andavano dove i criminali si erano rifugiati, li prelevavano e lo portavano in Israele dove poi li processavano. Perché non fare lo stesso con Battisti?

D’altra parte il Brasile ha sputato in faccia sia al Diritto Internazionale che all’Italia, quindi non ci sarebbe da parte nostra alcuna violazione morale nei loro confronti. I brasiliani non si sono fatti scrupolo di insultare il nostro Diritto e, soprattutto, quello delle vittime e dei loro famigliari, proteggendo un criminale accusato e condannato per diversi omicidi.

E allora, cari politicanti, basta rispettare uno Stato che ci ha sputato in faccia e un terrorista che non perde occasione per irriderci. Prensiamo una squadra di NOCS e andiamo a prendercelo da soli. Tanto lui gira tranquillamente per Rio dietro a culi e tette. Sarà facilissimo e, oltretutto, doveroso per ristabilire un sacrosanto Diritto, quello delle vittime di questo infido terrorista rosso.

Brigitta Donati

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