E se fosse Israele a fare una azione unilaterale? Facciamogli fare la Palestina

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Ieri si è assistito alla ennesima grossa ipocrisia da parte di Abu Mazen che con un discorso infuocato da un lato ha condannato gli attacchi terroristici contro i civili israeliani mentre dall’altro ha ribadito la ferma volontà di andare alle Nazioni Unite per chiedere ufficialmente il riconoscimento di uno Stato Palestinese minacciando, tra l’altro, di troncare qualsiasi relazione con Israele. Da un lato getta acqua sul fuoco, dall’altra continua la sua opera di fomentazione allo scontro consapevole di avere buona parte dell’occidente che ciecamente lo supporta.

Il ragionamento che quindi ci siamo fatti noi è il seguente: vogliono farsi uno Stato palestinese? Che se lo facciano pure, ma non come gli pare a loro. Israele prenda il coraggio a due mani, se ne infischi della comunità internazionale e tracci i confini dello Stato Ebraico con Gerusalemme come capitale. Tutto il resto sarà Palestina. Gli arabi israeliani che vorranno diventare cittadini palestinesi potranno farlo senza problemi rinunciando alla cittadinanza israeliana e trasferendosi nella nuova Palestina.

Ma deve essere chiaro come il sole che se si costruisce uno Stato palestinese esso dovrà comportarsi come un vero Stato e non come una sanguisuga, cioè dovrà dotarsi di una sua moneta (pensate che bello, per la prima volta nella storia una moneta palestinese che possa essere svalutata o rivalutata), di un suo sistema economico, di un proprio sistema sanitario e di welfare, dovrà costruire le centrali elettriche perché è chiaro che Israele non potrà continuare a fornire loro energia all’infinito, dovranno costruirsi gli acquedotti, la rete fognaria ecc. ecc. E’ chiaro poi che i lavoratori palestinesi che attualmente lavorano in Israele non potranno farlo con semplicità come fanno ora, dovranno avere un permesso specifico, essere dotati di un passaporto palestinese e considerati come frontalieri. Stop anche alle cure mediche per i cittadini non israeliani dato che uno Stato che si rispetti avrà certamente un suo sistema sanitario che garantisca le cure necessarie ai propri cittadini.

Non ci sembrano francamente cose da marziani per un “popolo” che vuole crearsi un proprio Stato. E’ il minimo sindacale. Se i palestinesi sono pronti a fare tutto questo, se i cittadini arabi residenti in Israele, che tanto vogliono la Palestina, sono disposti a rinunciare alla cittadinanza israeliana per prendere quella palestinese, non vediamo cosa ci sia di male nel consentirlo.

Se al contrario, come immaginiamo, i signori di Ramallah non sono disposti a fare tutto questo ma credono di poter ancora rimanere a fare le sanguisughe della comunità internazionale qualcuno dovrà spiegar loro che uno Stato che si rispetti crea come minimo quanto sopra esposto e che lo fa da solo. Se i cittadini arabi residenti in Israele non si riconoscono più nello Stato Ebraico è giusto che rinuncino alla cittadinanza israeliana e prendano quella palestinese. Mica vorranno avere la botte piena e la moglie ubriaca come hanno fatto fino ad oggi?

Vogliamo scommettere che quando i “palestinesi” faranno questi quattro semplici conti troveranno l’ennesima assurda scusa per non creare uno Stato palestinese? In fondo chi glielo fa fare?

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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