Egitto: 15 milioni contro Mohammed Morsi

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Egitto sull’orlo di una nuova guerra civile. Per domenica prossima l’opposizione egiziana ha organizzato una enorme manifestazione per chiedere le dimissioni di Mohammed Morsi dopo che una iniziativa popolare ha raccolto ben 15 milioni di firme contro lo stesso Morsi e il regime islamico instaurato dalla Fratellanza Musulmana.

Minacce ai manifestanti sono arrivate dai Fratelli Musulmani e dal movimento salafita dopo che ieri un membro della Fratellanza Musulmana è stato ucciso durante un attacco a un ufficio della organizzazione estremista islamica in una città del delta del Nilo. Mohammed Morsi ha affermato che i contestatori sono sobillati dall’estero e che sono ex sostenitori del vecchio regime di Mubarak. Ma le argomentazioni di Morsi non convincono gli egiziani che si rendono conto di essere passati da un regime laico a un regime islamico mentre l’Egitto sprofonda sempre più in una crisi economica che sembra senza vie d’uscita.

Minaccioso l’esercito, già fondamentale nell’abbattimento di Mubarak, il quale ha fatto sapere che “agirà se i politici non troveranno un accordo che soddisfi le richieste del popolo”, un messaggio che sembra indirizzato proprio a Mohammed Morsi e alla Fratellanza Musulmana che oggi, venerdì di preghiera, ha organizzato una manifestazione di sostegno al presidente islamista.

Il Segretario di Stato americano, John Kerry, che in questi giorni è in viaggio in Medio Oriente, ha chiesto alle parti di manifestare pacificamente e ha intimato a Morsi di non reprimere le dissidenze pacifiche con la violenza. L’America finanzia quasi totalmente l’esercito egiziano e ne cura l’addestramento degli ufficiali. Scontri tra oppositori al regime islamico (chiamati Tamarod) e sostenitori di Mohammed Morsi sono in corso anche questa mattina.

Redazione

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