Egitto: da USA e UE embargo non dichiarato contro il popolo egiziano

egitto-contestazione-obamaGli egiziani per l’occidente hanno una colpa grave, quella di aver tolto il potere alla Fratellanza Musulmana, potere che gli estremisti islamici si erano presi con un sistema solo apparentemente democratico ma che in effetti era molto più vicino a sistemi mafiosi piuttosto che alla democrazia.

Il tentativo da parte degli estremisti islamici di ricacciare l’Egitto nel Medio Evo è fallito con una rivolta popolare senza precedenti dopo che per due anni la Fratellanza Musulmana con la complicità di Obama e di diversi Stati Europei aveva letteralmente fatto a pezzi l’economia egiziana.

Questa ribellione all’islam integralista non è piaciuta a Obama e a quegli Stati Europei che avevano apertamente sostenuto i Fratelli Musulmani, così non potendo contestare a viso aperto una rivolta popolare di tale portata (quella si democratica) cercano di far pagare un prezzo salato agli egiziani usando la vecchia tecnica dell’embargo non dichiarato, una sorta di boicottaggio non ufficiale ma effettivo.

Così notiamo che i Ministeri degli Esteri di diversi Paesi europei inviano circolari alle agenzie di viaggio sconsigliando caldamente (quando non vietando) di organizzare viaggi in Egitto, che almeno due importanti Stati Europei (Gran Bretagna e Svezia) impongono imponenti misure restrittive sul commercio con l’Egitto e che la Stessa Unione Europea, che con la solita Ashton aveva appoggiato il corso islamista della Fratellanza Musulmana, non solo appare tiepida nei confronti dell’Egitto ma arriva a bloccare importantissimi finanziamenti destinati allo sviluppo egiziano.

Prima dell’avvento dei Fratelli Musulmani l’Egitto aveva nel turismo una delle entrate più importanti e molte aziende egiziane avevano nell’Europa uno sbocco commerciale. Dalla ascesa al potere di Mohamed Morsi e la conseguente introduzione della Sharia, tutto questo è velocemente franato portando l’Egitto sull’orlo del tracollo economico, una storia già vista in ogni Paese che passa sotto il controllo dell’estremismo islamico. Ma questo non è bastato a Obama e all’Unione Europea per togliere l’appoggio a Morsi e ai suoi tagliagole, anzi, quando il popolo egiziano si è ribellato è scattata la ritorsione.

Ora quando in Europa si parla di Egitto lo si fa come per uno Stato non democratico che ha spodestato e incarcerato un criminale come Morsi, che ha condannato a morte 529 assassini con un processo perfettamente regolare eppure contestato dall’Onu. Non si calcola che è stato il popolo egiziano a volere la caduta di Morsi e l’ascesa di Al-Sisi, il generale che oggi si trova davanti alla sfida durissima di risollevare l’Egitto dopo il disastro provocato dai Fratelli Musulmani e a combattere una vera e propria guerra contro il terrorismo islamico. Così gli USA tagliano gli aiuti militari mentre l’Europa attua un boicottaggio non dichiarato davvero vergognoso che rende difficilissimo il lavoro di Al-Sisi e del nuovo Governo egiziano.

E qui torniamo alle colpe del popolo egiziano, cioè a quelle che le ottuse menti dell’Unione Europea e di Washington considerano peccati gravi da punire, quella cioè di essere sfuggito dall’estremismo islamico, quella di aver isolato un gruppo terrorista come Hamas e quella di combattere a viso aperto e senza tanti patemi d’animo il terrorismo islamico nel Sinai e in altre zone dell’Egitto.

Al-Sisi non sarà certamente un campione di democrazia, ma è mille volte meglio dei Fratelli Musulmani e, soprattutto, ha l’appoggio della stragrande maggioranza degli egiziani. Solo che ha fatto saltare i piani di Obama e di un nutrito gruppo di burocrati europei per un grande califfato della Fratellanza Musulmana che andasse dalla Tunisia alla Siria. E questa è senza dubbio una gravissima colpa che merita una durissima punizione.

Sharon Levi

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