Egitto: il giorno della resa dei conti

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Oggi per l’Egitto sarà un giorno difficile, sarà la giornata delle due grandi manifestazioni contrapposte. Da un lato chi contesta Mohammed Morsi e le sue leggi islamiste, dall’altro i Fratelli Musulmani e i salafiti che difendono l’introduzione della Sharia e i poteri che Morsi si è dato (ridato,  dopo che con una farsa se li era tolti).

Per la prima volta dopo la caduta di Mubarak il Presidente egiziano ha conferito all’esercito la facoltà di arrestare i civili, di fatto una legge speciale come quella introdotta oltre trent’anni fa proprio da Mubarak e mai più tolta. Morsi ha garantito che il decreto è solo provvisorio e che serve a garantire lo svolgimento del referendum sulla costituzione che si svolgerà sabato, ma gli egiziani, memori di quello che successe con Mubarak, non si fidano molto delle promesse del Presidente.

Ieri Morsi, nel tentativo di riacquistare popolarità, ha sospeso la legge che introduceva nuove tasse, una legge chiesta dal Fondo Monetario Internazionale per concedere un prestito da quasi cinque miliardi di dollari (4,8 miliardi) al fine di aiutare l’Egitto a uscire dalla sacca della crisi e di ridurre il deficit di bilancio. Questa mossa non è stata ben vista dal FMI e non si esclude che il prestito venga bloccato. Così come non si esclude che gli USA blocchino le loro promesse di finanziamento all’Egitto in considerazione della preoccupazione destata dalle iniziative antidemocratiche prese dal Presidente Morsi.

Completamente blindato dalla guardia repubblicana il palazzo presidenziale, circondato da un muro, da filo spinato e dai carri armati dell’esercito. Si teme che i manifestanti cerchino di arrivare al palazzo come è già successo nei giorni scorsi.

I Fratelli Musulmani invitano i loro militanti alla calma, ma la tensione tra i due schieramenti è ai massimi livelli e la possibilità di scontri violenti è davvero molto alta.

I manifestanti chiedono a morsi di rinunciare ai poteri speciali che, dopo esserseli tolti, si è ridato sotto altra forma. Ma soprattutto chiedono di abolire il referendum sulla nuova costituzione che introduce la Sharia previsto per sabato prossimo. Le opposizioni stanno decidendo se boicottare il referendum, fatto questo che darebbe automaticamente la vittoria agli islamisti, partecipare in massa o continuare ad oltranza le proteste. Indecisione anche da parte dei giudici dei tribunali amministrativi incaricati di sancire la legalità del referendum. Potrebbero decidere per il boicottaggio invalidando così il voto. Da giorni la Suprema Corte Costituzionale è letteralmente assediata dai Fratelli Musulmani che cercano di premere sui giudici affinché accettino le decisioni di Morsi.

Come si vede quindi quella egiziana è una situazione davvero difficile che oggi potrebbe precipitare se, come prevedono gli analisti, si arriverà allo scontro tra le due fazioni rivali che hanno indetto due grandi manifestazioni con svolgimento contemporaneo. L’esercito per il momento non interviene e non è detto che se lo farà sarà a favore di Morsi. Una incognita questa che non fa dormire sonni tranquilli al Presidente/dittatore egiziano.

Sarah F.

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