Egitto: islamisti bruciano chiese e attaccano cristiani ma i media non ne parlano

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Gli islamisti della Fratellanza Musulmana da quando hanno iniziato la loro “contro-rivoluzione” in Egitto, quattro giorni fa, hanno bruciato oltre 70 chiese cristiane, incendiato oltre 100 abitazioni di cristiani, 20 scuole cristiane e sono persino arrivati a dissacrare tre suore, portate in piazza come trofeo dopo aver bruciato la scuola francescana dove insegnavano. Solo l’intervento di una donna musulmana a loro difesa ha evitato il peggio.

Questo è l’Egitto di cui i media italiani e internazionali non parlano se non per poche lodevoli eccezioni, un Egitto ostaggio della violenza islamista della Fratellanza Musulmana che paradossalmente viene difesa da una moltitudine di media sinistri che per giustificarla ricorrono a parole come “Diritti Umani” oppure “democrazia” intendendo l’elezione di Mohamed Morsi come un fatto democratico quando sappiamo (e sanno) che non è stato affatto.

E’ una ipocrisia velenosa quella di molti media occidentali che tende a scatenare le violenze settarie e allo stesso tempo a nasconderle, che si macchia quindi di complicità fattiva con questi veri e propri crimini. Un modo di fare giornalismo e informazione a cui purtroppo molte volte abbiamo già assistito in un passato anche recente ma che in Egitto sta davvero toccando l’apice della propria virulenza, un atteggiamento mirato che va molto oltre la questione egiziana e che mira palesemente a minare i fragilissimi equilibri mediorientali. Un atteggiamento di sudditanza alla lobby islamico-araba che fa capo all’Emiro del Qatar e al premier turco, Erdogan, e che trova sbocco nella ambigua e interessata politica europea condotta da Catherine Ashton.

Non parlano delle chiese cristiane bruciate semplicemente per non gettare discredito sulla Fratellanza Musulmana, un nugolo di estremisti islamici travestiti da moderati e da politici, lupi assetati di sangue con indosso la pelle degli agnelli che hanno sbranato. Non ne hanno mai parlato, nemmeno quando mesi fa a bruciare erano le case e le chiese dei cristiani del Sinai, addirittura costretti a fuggire in massa dalla loro terra. Tutto perché la Fratellanza Musulmana andava difesa.

Questo atteggiamento di molti media (anche italiani) lo dobbiamo denunciare, non possiamo più passarci sopra perché è un atteggiamento criminale che non ha niente di democratico perché nasconde la verità su chi siano questi “signori” della Fratellanza Musulmana che ci vorrebbero far credere essere l’islam politico e moderato e intanto bruciano chiese e ammazzano cristiani.

Noemi Cabitza

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