Egitto Israele: si scalda il fronte del Sinai

Ci aspettiamo una veloce impennata della tensione tra Egitto e Israele dopo che il candidato dei Fratelli Musulmani è stato eletto alla presidenza del grande Paese arabo. Non tranquillizzano le parole del discorso di insediamento di Mohamed Morsi (manterremo gli accordi internazionali). A Gerusalemme hanno ancora nelle orecchie il discorso di poco tempo fa quando sempre Morsi sosteneva che l’accordo di pace con Israele andava quantomeno rivisto se non annullato del tutto.

Nel suo recente discorso Mohamed Morsi si riferiva con molta probabilità alle condizioni contenute nel trattato di pace tra Israele ed Egitto riguardanti la penisola del Sinai, condizioni che limitano l’ingresso dell’esercito egiziano nella penisola al confine con Israele e, in particolare, vietano l’ingresso ai carri armati. Secondo diverse fonti Morsi vorrebbe cancellare quella norma pretesa da Israele all’atto della restituzione del Sinai all’Egitto, una misura di sicurezza a cui difficilmente Gerusalemme potrà rinunciare visto che proprio quella norma permette all’IDF di schierare meno uomini su quel fronte e comunque consente a Israele di tenere i mezzi blindati su fronti più caldi.

Di recente gli attacchi più pericolosi portati dai terroristi contro Israele sono venuti proprio dal Sinai dove i beduini la fanno da padroni. Tuttavia la mancanza di cospicue forse egiziane e, sopratutto, l’impossibilità per l’Egitto di schierare mezzi corazzati ha permesso a Gerusalemme di tenere i suoi Merkava schierati lungo il confine con Gaza (e a nord con il Libano). Un cambio di questo stato di cose potrebbe favorire enormemente Hamas (e indirettamente Hezbollah).

La tentazione di Morsi potrebbe essere quella di lasciare campo libero ai beduini nel Sinai per poi avere la scusa buona per chiedere un cambiamento delle condizioni del trattato di pace con Israele riguardo la penisola giustificando il tutto con “inderogabili problemi di sicurezza”.

Questo sarà quasi certamente uno dei primi punti di attrito tra Israele ed Egitto al quale si unirà con molta probabilità l’apertura delle frontiere con Gaza che permetterà ai terroristi di Hamas di fare entrare ogni tipo di arma nella Striscia. Mohamed Morsi infatti ha messo la “questione palestinese” al primo posto della sua agenda politica.

Forse ancora è troppo presto per essere pessimisti, ma di certo c’è ben poco per essere ottimisti. Per Israele si preparano momenti difficili nei rapporti con l’Egitto.

Sarah F.

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