Egitto: la Ashton vola a difendere i suoi interessi

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La rappresentante della politica estera dell’Unione Europea, Catherine Ashton, è planata ieri a sorpresa sull’Egitto. La baronessa inglese si è detta “profondamente preoccupata” per gli arresti degli esponenti dei Fratelli Musulmani e ha chiesto al nuovo Governo egiziano di rilasciare Mohamed Morsi.

Tecnicamente la Ashton parlava a nome dell’Europa, in realtà è sembrata rappresentare più le preoccupazioni dell’Emiro del Qatar e in parte dei sauditi, in particolare quando ha affermato che il movimento dei Fratelli Musulmani e quello dei salafiti, rappresentato dal partito ultraconservatore di Al-Nour, sono una parte importantissima dell’Egitto e che non dovrebbero essere messi da parte. Peccato che la stessa Ashton non abbia fatto lo stesso discorso quando Mohamed Morsi impose la nuova costituzione basata sulla Sharia e cercò di imbavagliare la magistratura.

I due pesi e due misure usate impudentemente da Catherine Ashton hanno comunque una loro logica, specie se si guarda il tutto sotto l’aspetto finanziario. E’ indubbio infatti che in particolare l’Emiro del Qatar, socio di Peter Kellner (marito della Ashton), abbia puntato tutto sulla Fratellanza Musulmana e che la loro caduta è stata devastante per la politica aggressiva del piccolo ma potentissimo regno del Golfo, tanto da spingere Hamad bin Khalifa al Thani ad abdicare. E’ logico quindi che Catherine Ashton preferirebbe vedere ripristinato il vecchio regime islamista, se non altro per ragioni di saccoccia.

Quello che invece è davvero poco logico è il motivo per cui l’Unione Europea continua a mandare in giro a rappresentarla una persona come Catherine Ashton che prima di rappresentare gli interessi europei rappresenta quelli del marito e della sua YouGov.

Sarah F.

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