Egitto: l’avvento dell’inverno islamista è realtà. Morsi peggio di Mubarak

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A dire il vero nessuno aveva mai creduto alla favoletta della “primavera araba”, tantomeno in Egitto dove era palese a tutti salvo ai ciechi che alle spalle dei “rivoluzionari” c’erano i Fratelli Musulmani finanziati a larghe mani da Arabia Saudita e Qatar. Adesso credo che tutti gli altarini creati dai buonisti mondiali siano caduti.

Mohammed Morsi , neoeletto Presidente egiziano, ha fatto un vero e proprio golpe attribuendosi più poteri di quanti Mubarak, giudicato da tutti un dittatore, si fosse mai attribuito. Il tutto nel silenzio pressoché assoluto della comunità internazionale e del mondo pacifista che così tanto aveva gioito per la cosiddetta “primavera egiziana”. Solo qualche timida protesta si è levata dalla diplomazia internazionale, a partire da quegli USA di Obama che così tanto avevano appoggiato l’avvento di Morsi. Ieri sera il Dipartimento di Stato americano si è detto “preoccupato” per questa iniziativa di Morsi, ma più che tuonare ha belato. In realtà non ha nemmeno ventilato l’ipotesi di bloccare i cinque miliardi di dollari promessi solo pochi giorni fa dalla Clinton al nuovo dittatore egiziano in cambio della mediazione nella tregua tra Hamas e Israele.

Ma cosa ha fatto realmente Mohammed Morsi? In sostanza con la scusa di accelerare le riforme democratiche ha tagliato fuori in un sol colpo la magistratura e la Corte Costituzionale. Morsi ha emesso un decreto presidenziale col quale ha dichiarato inappellabili tutte le sue decisioni fino alla definizione della nuova costituzione e l’elezione del nuovo Parlamento. Con il decreto ha quindi stabilito di poter assumere tutte le iniziative necessarie per “proteggere il paese e gli obiettivi della rivoluzione”. Ha poi rimosso il procuratore generale, nominato da Mubarak, e ha quindi stabilito che la magistratura non può sciogliere l’assemblea costituente, controllata completamente dalle forze islamiste, o la Camera Alta del Parlamento (Shura).

Solo pochi mesi fa era stata proprio la magistratura ad aver sciolto la prima assemblea costituente perché troppo sbilanciata versi gli islamisti e la stessa Corte Costituzionale aveva stabilito l’illegittimità della legge elettorale portando allo scioglimento del Parlamento, dominato dalle forze islamiste. Con questo decreto Morsi taglia praticamente fuori tutti gli organi giudiziari, l’altro potere dello Stato oltre al suo, e diventa quindi a tutti gli effetti un dittatore.

Immediate le proteste delle opposizioni che spesso sono sfociate in duri scontri con i sostenitori dei Fratelli Musulmani. Ieri imponenti manifestazioni di protesta contro la decisione di Morsi si sono svolte in Piazza Tahrir al Cairo, ma anche in altre città egiziane come Alessandria, Port Said e Suez, dove la polizia è intervenuta duramente contro i manifestanti come non si vedeva fare dai tempi di Mubarak.

Un fatto sembra comunque certo, la cosiddetta “primavera egiziana” è ormai praticamente scomparsa, ammesso che ci sia mai stata, sepolta dall’inverno islamista dei Fratelli Musulmani . E se qualcuno ingenuamente pensava che il nuovo corso in Egitto avrebbe dato stabilità al Medio Oriente ora dovrà ricredersi. Questo ennesimo atto di forza degli islamisti non può che portare guai e, soprattutto, allontana in maniera definitiva qualsiasi ipotesi di democrazia in Egitto.

Noemi Cabitza

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