Egitto: l’esercito ripulisce il Sinai. Intercettate armi destinate ad Hamas

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Secondo alcune fonti militari egiziane si tratterebbe della più grossa operazione militare nella Penisola del Sinai dai tempi della guerra dello Yom Kippur. L’esercito egiziano ha dato il via, con il consenso di Israele, a una operazione antiterrorismo su vasta scala che in due giorni ha portato all’uccisione di oltre 30 terroristi, alla cattura di decine di jihadisti e alla distruzione di diversi depositi di armi. Arresti anche lungo il confine con Gaza.

Gli elicotteri egiziani hanno colpito una quindicina di obbiettivi terroristici mentre a terra colonne di blindati cercano di riprendere il controllo della Penisola del Sinai finita in mano ai gruppi terroristici legati ad Al Qaeda e ad Hamas (quindi alla Fratellanza Musulmana). Secondo alcuni rapporti dell’esercito sarebbero andate distrutte diverse case che ospitavano basi terroristiche.

L’obbiettivo dell’esercito è ristabilire la legalità in Egitto e ridare fiato alla economia distrutta da un anno di governo della Fratellanza Musulmana. La Penisola del Sinai è particolarmente importante per l’economia turistica in Egitto che in 12 mesi ha subito un tracollo dell’80%.

Giungono notizie di operazioni militari anche nel sud Egitto, nei pressi del confine con il Sudan, dove l’esercito egiziano avrebbe intercettato una colonna di armi dirette presumibilmente verso Gaza. Ma di questo ne parleremo nelle prossime ore dato che le notizie al momento sono molto frammentarie.

Sarah F.

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