Egitto: Morsi fa il dittatore. Avanti per la sua strada

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Avanti per la sua strada. Nessuna rinuncia da parte di Mohammed Morsi, né sui poteri illimitati che si è conferito, né sul referendum sulla costituzione che introdurrà la Sharia a pieno titolo come base legislativa in Egitto e che si terrà il prossimo 15 dicembre.

Nel suo atteso discorso Morsi ha ribadito la ferma intenzione ad andare avanti. Certo, ha deplorato le violenze e si è detto dispiaciuto per le vittime degli ultimi scontri, ma è rimasto fermo sulla sua linea e, anzi, ha rilanciato come fanno i peggiori dittatori arabi andando a cercare responsabilità occulte dietro alle manifestazioni di questi giorni.

Secondo Mohammed Morsi tra i manifestanti ci sarebbero “infiltrati del vecchio regime” che sobillano le proteste e la violenza. Po ha chiamato “per un dialogo costruttivo” tutti i leader dei partiti di opposizione e dei movimenti scesi in piazza in questi giorni.

Durissima la reazione delle opposizioni al discorso di Morsi che praticamente non cambia niente. “Andremo avanti ad oltranza con le manifestazioni pacifiche fino a quando il Presidente non farà un passo indietro” ha fatto sapere Mohamed El Baradei.

Intanto continua l’emorragia di consiglieri e di uomini vicini al Presidente. Ieri altri consiglieri hanno abbandonato Morsi in aperto contrasto con le sue decisioni.

Patetico il Presidente Americano, Barack Obama, che nel commentare i fatti egiziani invece di ammettere i suoi errori ha detto che “Morsi è una figura indispensabile per l’Egitto” e che “governo e opposizione devono trovare un sistema per dialogare”. Mai vista una cosa del genere da parte di un Presidente americano.

Altre manifestazioni si sono svolte questa notte al Cairo e in altre grandi città egiziane che, per la prima volta dalla caduta di Mubarak, hanno visto il ritorno dei carri armati sulle strade. Una grande manifestazione è prevista anche per oggi al Cairo dove però ci sarà anche una manifestazione di sostegno a Morsi organizzata dai Fratelli Musulmani e dai salafiti. Si temono scontri tra le due fazioni.

Silenzio dalle istituzioni europee su quanto avviene in Egitto. L’unico a parlare è il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, il quale ha detto che “il presidente egiziano ha il dovere di unire il Paese e non di dividerlo”. La Ashton invece si è semplicemente eclissata. Ma si sa, lei è interessata solo alle critiche a Israele e di criticare un islamista come Morsi nemmeno gli passa per la testa.

Sarah F.

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