Egitto: nuova Costituzione approvata tra mille dubbi. Il mistero dei voti all’estero

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Egitto – I risultati ufficiali non sono ancora disponibili ma a quanto pare i Fratelli Musulmani sanno già di aver vinto. Secondo un comunicato diffuso questa notte i SI alla nuova Costituzione sarebbero stati il 63%. Le opposizioni parlano di brogli, di intimidazioni, di persone non fatte votare e di gravissime carenze nei controlli.

E poi c’è il mistero dei voti degli egiziani all’estero. Secondo diversi sondaggi oltre il 90% degli egiziani residenti all’estero e aventi Diritto al voto (circa 500.000) avrebbero votato per il NO. Solo che i voti degli egiziani all’estero arrivati al Cairo sono appena 235.000 (meno della metà) e a quanto sembra sarebbero per la gran parte per il SI. Una cosa davvero strana denunciata da alcune ONG egiziane e a cui il Governo egiziano non ha dato risposta.

Ieri si è votato nei governatorati di Giza, Qaliubiya, Menufiya, Beheira, Kafr Al-Sheikh, Domietta, Ismailia, Port Said, Matruh, del Nord e del Sud Sinai, El-Wadi El-Gedeed, Fayoum, Beni Suef, Minya, Luxor , e Qena. Secondo quanto riferisce oggi la stampa indipendente egiziana in molti seggi non vi era alcun controllo da parte dei magistrati. Come nella tornata di sabato scorso molte donne non hanno potuto votare e in tantissime lo hanno fatto sotto il controllo dei mariti. L’80% dei cristiani copti residenti nel Sinai sono dovuti fuggire nei mesi scorsi e quindi non hanno potuto votare visto che gli è stato impedito di farlo dove si erano rifugiati. In moltissime zone rurali i seggi erano gestiti dalla Fratellanza Musulmana che ha anche provveduto allo spoglio delle schede senza permettere a membri delle opposizioni di verificare la regolarità del conteggio. Insomma, un quadro fosco.

Se l’approvazione della nuova Costituzione era un fatto scontato (anche grazie a tutto quello descritto sopra), non lo era lo scarto che, nonostante i numerosissimi casi sospetti di brogli, mostra un paese diviso in due dove però gli islamisti impongono le loro regole per niente democratiche a tutti gli altri. Qualcuno in occidente si ostina a chiamarla “democrazia” ma è solo un regime islamico (l’ennesimo) che si nasconde dietro a ipotetiche elezioni democratiche per legittimare la propria prepotenza.

Sarah F.

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