Egitto: petizione per cacciare Morsi. Firmano in due milioni

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Una campagna per chiedere la cacciata di Mohamed Morsi è stata lanciata lo scorso primo maggio e in appena 15 giorni ha raccolto la bellezza di due milioni di adesioni. A lanciare la campagna/petizione denominata “Tamarod” (ribellione in arabo) un gruppo di cittadini che contesta a Morsi di aver tradito lo spirito democratico della rivoluzione egiziana e di aver accentrato il potere nelle sue mani e in quelle dei Fratelli Musulmani.

Parlando alla stampa il portavoce della campagna, Tamarod Mahmoud Badr, ha detto che «Morsi sta dimostrando di non saper gestire il Paese e quindi gli ritiriamo la fiducia concessagli alle ultime elezioni». Secondo Badr, Morsi ha ceduto alle richieste antidemocratiche della Fratellanza Musulmana e dei salafiti facendo sprofondare l’Egitto in una crisi profonda da cui non riesce ad uscire. «Morsi mette gli interessi dei Fratelli Musulmani al di sopra degli interessi del Paese» ha detto Tamarod Mahmoud Badr.

La campagna anti-Morsi ha visto il via il primo maggio in Piazza Tharir, al Cairo, e considerando il fatto che praticamente si svolge solo nella capitale e in poche altre città, i due milioni di firme raccolte in 15 giorni sono un segno inequivocabile del disagio del popolo egiziano.

Non riconoscono valida la petizione i Fratelli Musulmani che attraverso il loro portavoce, Ahmed Rami, ha bollato l’iniziativa come eversiva e ha minacciato serie conseguenze.

I promotori della campagna hanno organizzato per il prossimo 30 giugno una grande manifestazione popolare davanti al palazzo presidenziale dove risiede Mohamed Morsi, ma anche in questo caso hanno ricevuto esplicite minacce. «Ma non ci fermeranno fino a che Morsi non se ne sarà andato» ha detto ancora Tamarod Mahmoud Badr.

Sarah F.

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