Egitto: prove di regime islamico

Egitto – Si vedono sempre di più le conseguenze della cosiddetta “primavera araba” in Egitto, e non sono certo messaggi di democrazia. Ieri un migliaio di salafiti hanno manifestato in Piazza Tahrir, al Cairo, per chiedere l’applicazione della legge islamica (Sharia) in Egitto.

I manifestanti, che esponevano le bandiere nere dei salafiti (e di Al Qaeda) hanno urlato slogan che inneggiavano alla Sharia come unico fondamento della legislazione egiziana e hanno contestato il tentativo del Governo di introdurre una nuova costituzione definendo questo progetto “troppo liberista”.

E dire che la nuova Costituzione voluta dalla Fratellanza Musulmana introduce già di fatto la legge islamica. Infatti in un articolo si afferma che “i principi della Sharia sono alla base delle leggi che regolano l’Egitto”. Ma questo non è sufficiente per i salafiti che vogliono qualcosa di più definito in quanto temono che la frase “i principi della Sharia” sia facilmente interpretabile.

“Chi non è musulmano deve sottostare alle nostre leggi (islamiche n.d.r.) oppure andarsene dall’Egitto” diceva ieri uno dei leader salafiti alla folla. “Non vogliamo gli infedeli in Egitto” urlava un altro. “Islamiya, Islamiya” urlavano i manifestanti infervorati dai discorsi dei loro leader.

Per il prossimo venerdì è prevista una manifestazione più grande di quella vista ieri in Piazza Tahrir. Infatti dopo la preghiera si riuniranno tutti i gruppi islamisti e i Fratelli Musulmani. Per tutti una sola richiesta: l’introduzione della Sharia. E al diavolo la democrazia.

Sarah F.

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