Egitto: quello che i media non vi dicono

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Nel momento in cui scrivo ci sono voci insistenti su un presunto intervento dell’esercito egiziano contro i manifestanti pro-Fratelli Musulmani, qualche migliaio di esagitati che tiene in ostaggio una parte del Cairo usando donne e bambini come scudi umani. Non so quindi se quando l’articolo verrà pubblicato l’intervento sarà avvenuto (vi invito comunque a seguire la cronaca sul forum). Quello che a me interessa è fare un po’ di luce su come si sia arrivati a questo punto e parlare di tutte le conseguenze che sono derivate da questi eventi.

Sento spesso parlare, specie da una certa categoria di giornalisti democratici a corrente alternata, che in Egitto ci sarebbe stato un golpe militare in quanto la destituzione di Mohamed Morsi sarebbe stata illegittima, questo perché lo stesso Morsi sarebbe stato eletto democraticamente. Quella che vi raccontano è una mezza verità che si basa su un concetto democratico (l’elezione regolare di Morsi) a cui però fa da contraltare proprio la base di ogni democrazia, cioè la sovranità popolare. In una normale democrazia chi è stato eletto dal popolo ha il dovere di governare per il popolo, non ha il Diritto di governare per se stesso. La storia della legittimazione popolare viene sempre più spesso usata per coprire veri e propri atti dittatoriali. “Sono stato eletto dal popolo quindi sono autorizzato a fare le leggi che voglio”. E’ questa la frase più comune che possiamo sentire pronunciare nella Russia di Putin, nella Turchia di Erdogan, nella Siria di Assad e che sentivamo pronunciare nel Egitto di Mohamed Morsi. Atti autoritari coperti da una falsa legittimazione popolare. In Egitto Mohamed Morsi è stato eletto regolarmente, ma in un anno di Governo non ha fatto nulla per gli egiziani pensando solo a consolidare il proprio potere e quello della Fratellanza Musulmana. Ha cercato di trasformare uno Stato laico, il più importante nel mondo arabo, in un emirato islamico. Prendendo esempio da Erdogan ha fatto piazza pulita dei nemici e ha cercato di sottomettere la magistratura alle sue esigenze, o meglio, alle esigenze della Fratellanza Musulmana. Tutto questo non è andato bene al popolo egiziano che a milioni è sceso in piazza per chiedere le dimissioni di Morsi e nuove elezioni. Quando la Fratellanza Musulmana ha cercato di usare le maniere forti per dissolvere la protesta popolare, la gente ha chiesto l’aiuto dell’esercito che, giustamente, si è schierato dalla parte del popolo. Non c’è stato quindi un golpe militare ma un golpe popolare con l’aiuto legittimo dell’esercito contro una persona (Mohamed Morsi) e un movimento (i Fratelli Musulmani) eletti democraticamente ma che, abusando della legittimazione democratica, si sono ben presto trasformati in un regime totalitario.

Questa è la realtà, semplice, nuda e cruda. Quando si sente una inviata RAI parlare di “golpe militare contro un Presidente eletto democraticamente” si è quindi di fronte a una volontaria e deliberata distorsione della realtà, il che non fa bene alla informazione trasformandola in un mezzo di propaganda a favore di un regime totalitario democraticamente abbattuto dal popolo, che è sovrano.

Un altro motivo di disinformazione che in questi giorni scorre tra le numerose testate pro-Fratellanza Musulmana è quello che riguarda la collaborazione in configurazione anti-terrorismo tra Egitto e Israele. Qualcuno, più complottista degli altri, arriva a sostenere persino che ci sia Israele dietro alle manifestazioni che in Egitto hanno portato alla caduta di Mohamed Morsi. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un capo di palese disinformazione e di realtà distorta. Per moltissimi anni la fattiva collaborazione tra Israele ed Egitto ha portato ampi benefici in tutta l’area, benefici a tutti i livelli, da quelli prettamente riferibili alla sicurezza a quelli economici (turismo, interscambio commerciale ecc. ecc.). Con l’avvento della Fratellanza Musulmana e la marcata riduzione di questa collaborazione gli unici a beneficiarne sono stati i movimenti terroristici mentre l’economia egiziana è letteralmente crollata (si pensi al crollo verticale del turismo che sfamava milioni e milioni di egiziani). E’ normale quindi che con la caduta della Fratellanza Musulmana si stia cercando di ripristinare quella collaborazione così positiva. E non sono vere le voci che vorrebbero gli egiziani contrari a tutto questo, anzi, è vero l’esatto contrario. Basterebbe che certi cronisti invece di frequentare solo le manifestazioni islamiste provassero a parlare con l’uomo della strada egiziano per rendersi conto che la collaborazione tra Egitto e Israele non viene affatto vista come un problema ma come una risorsa per l’Egitto stesso.

In tutta sincerità non so come andrà a finire il ventilato sgombero forzato delle manifestazioni pro-Morsi in Egitto, anche se temo che il “culto del martire” avrà il sopravvento. Ma l’Egitto non può più permettersi il lusso di accettare che qualche migliaia di esagitati islamisti tenga in ostaggio un intero Paese impedendo una veloce e necessaria normalizzazione. Sono più che convinta che la Fratellanza Musulmana stia cercando il bagno di sangue, i martiri, le donne e i bambini insanguinati come immagine da adoperare per la loro sporca propaganda. Occhi aperti quindi su quanto avverrà in Egitto nelle prossime ore e, soprattutto, evitare di seguire i media che vi danno una informazione faziosa e/o volontariamente distorta.

Noemi Cabitza

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