Egitto: salafiti all’attacco sulle “aperture” di Morsi. Chiama anche Ahmadinejad

Sono passati solo pochi giorni da quando Mohamed Mursi, neo eletto Presidente egiziano, cercava di “tranquillizzare” il mondo sulla moderazione della Fratellanza Musulmana annunciando che avrebbe nominato come vicepresidenti un cristiano copto e una donna.

Ieri il partito dei salafiti ha fatto sapere che non accetterà né un cristiano copto né tantomeno una donna alla vicepresidenza dell’Egitto. Anzi, gli ultraconservatori islamici hanno rilanciato proponendo quattro nomi per la Presidenza avvisando che non avrebbero accettato nessun’altra soluzione. I nomi proposto dai salafiti sono una garanzia sotto l’aspetto dell’estremismo islamico più radicale: Ashraf Thabet, Ahmed Khalil, Mohamed Nour e Bassam al-Zarqa.

Uno dei quattro, Mohamed Nour, che è anche portavoce dei salafiti, ieri ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro la eventuale nomina a vicepresidenti di un rappresentante copto e di una donna, avvisando che se ciò fosse avvenuto l’Egitto poteva sprofondare in un conflitto di tipo settario che ne avrebbe minato la stabilità. Il portavoce dei salafiti ha poi detto che “in ogni caso i cristiani sono destinati a sparire dall’Egitto” lasciando chiaramente intendere che i salafiti intendono fare piazza pulita della minoranza cristiana.

Intanto si apprende che ieri sera il dittatore iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, ha chiamato al telefono il Presidente egiziano, Mohammed Morsi, per congratularsi con lui per la vittoria elettorale e per invitarlo al vertice dei Paesi non Allineati che si terrà a Teheran il prossimo 29 agosto. Egitto ed Iran non avevano contatti diretti dal 1979 e ci voleva la vittoria dei Fratelli Musulmani per riportare l’Egitto indietro di oltre trent’anni. Chissà cosa ne pensa l’Amministrazione USA di tutto questo.

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