Egitto: una rete del terrore per fermare la normalizzazione (report)

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I dati che emergono dalla vasta operazione antiterrorismo effettuata cinque giorni fa dall’esercito egiziano nella città di Arab Sharkas sono davvero preoccupanti e mostrano come ormai l’Egitto sia diventato un obbiettivo primario per Al Qaeda alleata dei Fratelli Musulmani e di Hamas.

I fatti

Circa una settimana fa l’antiterrorismo egiziano individua una cellula terroristica composta da 14 elementi nella cittadina di Arab Sharkas, a circa un quarto d’ora dal Cairo. I terroristi hanno trasformato una vecchia falegnameria in un laboratorio di bombe, cinture esplosive ed altri dispositivi letali. Al suo interno una vera santabarbara. I militari egiziani troveranno cinque tonnellate di esplosivo, migliaia di proiettili, cinture esplosive pronte all’uso, diverse mine anticarro e armi di ogni tipo. Durante l’operazione sei terroristi perdono la vita lanciandosi contro i militari egiziani e facendosi esplodere. Uccideranno diversi militari tra i quali un colonnello. Altri otto terroristi vengono arrestati. Durante gli interrogatori degli arrestati emerge che la cellula terroristica aveva già compiuto diversi attentati in Egitto, che era formalmente affiliata ad Al Qaeda ma che era coperta dai Fratelli Musulmani. Emerge anche che proprio la Fratellanza Musulmana aveva finanziato l’acquisto delle armi e degli esplosivi che provenivano dalla Libia. A fornire le armi un gruppo dei Fratelli Musulmani libici. A sancire l’appartenenza del gruppo ad Al Qaeda e l’alleanza con la Fratellanza Musulmana è un comunicato diffuso ieri su internet dal gruppo terroristico di Ansar Beit Al-Maqdis,nel quale si elogiano i sei “martiri” e si lanciano nuove minacce al Governo egiziano.

I preoccupanti retroscena

A svelare i retroscena è il Maggiore Khaled Okasha dell’antiterrorismo egiziano. Secondo Okasha il gruppo ha potuto operare indisturbato per molti mesi grazie alla copertura fornita loro dalla Fratellanza Musulmana. Ma quello che più preoccupa l’antiterrorismo egiziano è la connessione tra i Fratelli Musulmani egiziani e libici. E’ provato infatti che le armi e gli esplosivi provenivano dalla Libia e che sono state pagate dalla Fratellanza Musulmana egiziana. Gli investigatori stanno risalendo alle operazioni che hanno permesso il pagamento dell’ingente arsenale. Nel fare questo è emerso che altre grosse partite di armi sarebbero entrate in Egitto attraverso la Libia. Si teme quindi che ci siano altre cellule terroristiche attive e ben armate. E poi ci sono i terroristi morti e arrestati. Dei sei terroristi morti sono stati diffusi solo i nomi di battaglia, cioè Abu Mousab (due elementi usavano lo stesso nome),  Abu Al-Baraa, Abu Dagana, Abu Omar e Abu Maaz (due erano padre e figlio). Dei terroristi arrestati non si conoscono invece i nomi, ma si sa che tutti sono stati addestrati nel Sinai e in particolare quattro di loro hanno avuto un addestramento di tipo militare all’estero (si presume in Iraq). Abu Omar, Abu al-Baraa e altri tre dei terroristi arrestati sarebbero stati addestrati nella Striscia di Gaza, il che lega il gruppo anche ad Hamas.

Scoperti altri depositi di armi ed esplosivi

A seguito degli interrogatori degli arrestati sono stati individuati altri depositi di armi ed esplosivi. Uno era stoccato all’interno di una clinica medica gestita dalla Fratellanza Musulmana, un altro era in una casa privata di un membro dei Fratelli Musulmani.

La rete del terrore

A preoccupare le autorità egiziane è l’evidenza che in Egitto è attiva una vastissima rete terroristica che non è più limitata solo al Sinai ma che coinvolge molti piccoli centri dove la Fratellanza Musulmana è particolarmente attiva. Questa rete può disporre di un formidabile supporto logistico dato dalla capillare organizzazione che la Fratellanza Musulmana ha costruito in tutti questi anni al quale si aggiunge l’ormai chiara alleanza con Al Qaeda e Hamas.

Intensificazione delle lotta al terrorismo

In quest’ottica va vista la forte accelerazione data dalla magistratura egiziana e dall’antiterrorismo alla lotta contro la Fratellanza Musulmana. E’ chiaro che la “confraternita” sta cercando di fare di tutto per impedire una qualsiasi normalizzazione dell’Egitto anche in previsione dell’arrivo della tanto attesa stagione turistica. Per questo il Governo egiziano ha intenzione di risolvere tutto con la massima celerità. In questo trova l’appoggio della stragrande maggioranza della popolazione egiziana ormai stremata dalla politica terroristica della Fratellanza Musulmana.

Scritto da Noemi Cabitza

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