Elezioni: prepariamoci al peggio, chiunque vinca (o non vinca)

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Prepariamoci al peggio. Se la campagna elettorale rispecchia quello che aspetta all’Italia nel dopo elezioni ci sarà di che soffrire, anzi, diciamolo chiaramente, saremo in un mare di m..da. Lo spettro dell’ingovernabilità aleggia sul nostro Paese in un momento in cui invece ci sarebbe bisogno di assoluta governabilità e di certezze.

Che dire poi degli attori politici? Gli unici nuovi (Grillo e Ingroia) propongono una politica di altri tempi che l’una strizza l’occhio ai fascisti del terzo millennio (Grillo) e l’altra ai bolscevichi di leniniana memoria (Ingroia). Il ritorno di Berlusconi e delle sue oche giulive è in realtà il ritorno di un incubo che certifica la propensione tutta italiana a dimenticarsi delle malefatte e dei danni, mentre Bersani non è né carne né pesce e non gli si può perdonare il fatto di non aver proposto Renzi come premier, una proposta che oggi avrebbe tagliato fuori i vari Belrlusconi, Monti, Ingroia, Grillo ecc. ecc. Monti, dal canto suo, si è attaccato come una cozza a Casini e Fini, l’esempio del politicante vecchia maniera di cui l’Italia non ne può più. Maroni, poi, dopo aver fulminato Bossi per l’alleanza con Berlusconi fa esattamente la stessa cosa smentendo se stesso e tutti quelli che avevano creduto per un attimo in lui e in una nuova Lega Nord.

Se tutto va bene assisteremo a un inciucio (a destra o a sinistra) dove i protagonisti saranno un ex democristiano (Casini), un ex fascista (Fini) e un ex professore (Monti) che sin dall’inizio hanno puntato tutto sulla ingovernabilità. Se invece va peggio potremmo avere un Governo Bersani che dovrà sottostare ai diktat di Ingroia o a un Governo Berlusconi di cui francamente nessuno sente la mancanza.

Le promesse poi che tutti fanno in questi giorni, sono spesso delle vere fesserie, almeno per chi ragiona con un minimo di intelligenza invece che spinto dalla ideologia. Berlusconi, che lamenta il fatto di non aver potuto fare le riforme perché non aveva la maggioranza (ma l’ha sempre trovata per le leggi ad personam o per far votare il Parlamento che Ruby rubacuori era la nipote di Mubarak), torna a promettere cose mirabolanti ma dannose per il Paese. Bersani promette un rilancio dell’economia senza dire come farà con una posizione debitoria nazionale da incubo e promette D’Alema al Ministero degli Esteri e la cittadinanza ai bambini immigrati nati in Italia, un vero e proprio incubo. Grillo dal canto suo usa una sola parola: “VIETATO”. Ma di riforme vere, di quelle di cui veramente il paese ha bisogno, nessuno ne parla più. La sanità, la spesa della politica, una legge seria contro la corruzione e contro il conflitto di interessi, l’assistenza sociale che privilegi i cittadini italiani e non gli immigrati, una legge di riforma del sistema giudiziario, il taglio delle province, un federalismo fatto come si deve ecc. ecc. sono solo lampi che ogni tanto appaiono nel cielo della campagna elettorale per poi sparire nel buio. In compenso di cazzate ne dicono parecchie.

E poi ci si meraviglia se la maggior parte degli italiani non sa chi votare. E chi vuoi votare tra questo marasma di vecchi politicanti che al massimo si sono rifatti l’ennesimo lifting proponendo qualche faccia nuova qua e la? E tra i nuovi non c’è davvero di che gioire.

Aristotele diceva che “ogni popolo ha il Governo che si merita”. Beh, io non credo che noi italiani ci meritiamo questa politica e, qualsiasi Governo uscirà dalle urne, sarà comunque un flagello per l’uomo della strada. L’unica speranza seria è che non esca nessun Governo e che si debba tornare con celerità alle urne con la speranza che tutta questa gentaglia nel frattempo si tiri finalmente indietro.

Carlotta Visentin

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