Erdogan e la politica del bastone e della carota in Kurdistan

Quella di Erdogan con il Kurdistan sembra la politica del bastone e della carota, durissima con i curdi siriani, aperta e piena di sorprese quella con i curdi iracheni della regione autonoma del Kurdistan.

A dimostralo è l’incontro tra il Primo Ministro turco Binali Yildirim e il presidente del Kurdistan Masoud Barzani avvenuto ieri ad Ankara nel quale i due politici hanno discusso della attuale situazione nella regione e soprattutto del supporto economico turco al Kurdistan iracheno.

Secondo quanto riferiscono le agenzie curde e turche, i due politici avrebbero deciso una vasta collaborazione su diverse questioni che riguardano la regione. Prima di tutto è stato raggiunto un accordo sulla chiusura delle scuole in Kurdistan gestite da associazioni che fanno capo a Fetullah Gulen, il predicatore accusato da Erdogan di aver organizzato il tentativo di golpe in Turchia. L’accordo prevede di togliere il controllo di quelle scuole agli uomini di Fetullah Gulen senza però danneggiare gli studenti curdi. Si parla di una rete di scuole gestite dalla organizzazione che fa capo a Gulen che passeranno sotto controllo diretto del Governo del Kurdistan iracheno e verranno finanziate dalla Turchia. Il secondo accordo prevede un cospicuo aiuto finanziario di Ankara al Kurdistan iracheno che si trova in gravi difficoltà economiche. In una intervista rilasciata dal Primo Ministro turco alla Haber Turk TV, Yildirim ha detto che «la Turchia è consapevole delle difficoltà economiche che sta attraversando il Kurdistan, per questo ha deciso di aumentare il sostegno economico al governo di Masoud Barzani». Nell’incontro sono stati perfezionati anche alcuni accordi energetici i quali prevedono che il Kurdistan fornirà alla Turchia importanti quantitativi di gas e di petrolio. E’ stato deciso anche di aprire un nuovo valico di frontiera tra il Kurdistan e la Turchia, valico che sarà ad Habur e che permetterà di dare sollievo alla popolazione curda la quale potrà recarsi in Turchia con molta più facilità.

Nell’incontro si è poi parlato della situazione regionale e in particolare della guerra allo Stato Islamico. La Turchia appoggia le azioni dei peshmerga curdi volte alla riconquista della città di Mosul e di tutta l’area curda attualmente in mano a ISIS. Non è invece chiaro se i due politici hanno parlato del conflitto che in Siria vede la Turchia contrapposta al YPD affigliato al PKK. E’ indiscutibile che le milizie curde del YPD stiano ottenendo importanti risultati in Siria contro Daesh, ma il fatto di essere affigliati al PKK li rende agli occhi della Turchia un gruppo terrorista. E’ un problema che Masoud Barzani si sarebbe impegnato ad affrontare con i fratelli curdi anche se la distanza tra il Governo del Kurdistan iracheno e il PKK è effettivamente notevole. Proprio il Primo Ministro turco parlando durante un programma televisivo ha detto che l’operazione “Euphrates Shield” iniziata mercoledì dalla Turchia in Siria è volta alla distruzione del YPD oltre che dello Stato Islamico. E qui torniamo al discorso che il YPD è alleato della coalizione a guida USA e che effettivamente è l’unico che combatte Daesh sul terreno siriano, quindi non si capisce bene se Erdogan va per conto proprio oppure esiste un qualche accordo con la colazione a guida USA. Forse (ma solo forse) lo capiremo nelle prossime ore.

Per la cronaca il Presidente del Kurdistan iracheno Masoud Barzani ha incontrato anche il Presidente turco Erdogan con il quale ha discusso di strategie comuni contro il terrorismo.

Scritto da Shihab B.

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