Erdogan: il falso moderato che parla con i terroristi

Toh…. chi si risente! Recep Tayyip Erdogan è uscito per un momento dalle segrete stanze del potere turco da dove organizza rivoluzioni islamiche e sommovimenti nel nome del Profeta per accogliere come fratelli il capo di Hamas, Khaled Mashaal, e il Presidente egiziano, Mohammed Morsi, insieme in visita ufficiale in Turchia.

L’occasione è il congresso del partito di Erdogan ad Ankara dove i due massimi rappresentanti dei Fratelli Musulmani sono stati accolti da una vera e propria ovazione, in particolare il capo di Hamas, accolto come un eroe (ma Hamas non è considerato un gruppo terrorista da Europa, USA e mezzo mondo????).

L’occasione era troppo ghiotta per i tre leader islamici per non attaccare a spada tratta Israele. Erdogan ha tirato fuori la vecchia frase “Israele Stato Terrorista” mentre Khaled Mashaal ha parlato delle sofferenze del povero popolo palestinese e della indomita resistenza che il suo gruppo di assassini oppone a Israele.

 Tripudio generale tra i “moderatissimi” delegati turchi che al grido di “Allah è grande” e “Gerusalemme libera” hanno accolto il discorso di Mashaal come si accoglie quello di un oracolo, un discorso impregnato di odio e foriero di guerre sante.

Mohammed Morsi dal canto suo ha paragonato il regime siriano allo Stato di Israele sostenendo che “l’Egitto è impegnato con ogni mezzo al sostegno delle resistenze armate del popolo siriano e di quello palestinese”. Una affermazione questa che non lascia adito a dubbi sulle reali intenzioni egiziane e che ha scatenato una vera e propria standing ovation tra i “moderatissimi” delegati turchi.

Non è stato da meno il Premier turco, Recep Tayyip Erdogan, che nel suo discorso alla esaltatissima (e sempre moderatissima) platea islamica ha detto che “sotto la guida dell’Egitto di Morsi i palestinesi otterranno l’aiuto di cui hanno bisogno per combattere lo Stato terrorista di Israele”. Poi, con molta naturalezza, ha detto che anche in questo “la Turchia farà la sua parte”.

Chissà se a Barack Hussein Obama saranno fischiate le orecchie. Chissà se il Presidente USA sarà ancora convinto che questo sia “l’Islam moderato” tante volte evocato dalla sua amministrazione, un Islam che attraverso due Capi di Stato di due grandi Paesi islamici, Turchia ed Egitto, ospita allegramente e alla luce del sole il capo di uno dei gruppi terroristici più violenti e pericoli al mondo, Hamas, e che con altrettanta naturalezza parla senza tanti giri di parole di guerra e di sostegno al terrorismo. Evviva la “primavera araba” sig. Obama.

Sarah F.

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