Erdogan il traditore: vende agenti segreti israeliani all’Iran e lavora contro gli USA

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Erdogan

Un articolo del Washington Post sta mettendo in subbuglio le già fragilissime relazioni tra Turchia e Israele. Secondo quanto afferma David Ignatius in un editoriale al fulmicotone, la Turchia avrebbe venduto all’Iran una lista di una decina di agenti del Mossad che operavano in Iran.

Ignatius sostiene che all’inizio dello scorso anno il Governo turco del Premier Recep Tayyip Erdogan ha trasmesso all’Iran una lista di dieci iraniani che si erano incontrati in Turchia con agenti del Mossad. Questo avrebbe permesso agli iraniani di smantellare una rete di spionaggio che agiva all’interno dell’Iran. David Ignatius sostiene che ci sarebbe questo fatto alla base dell’iniziale rifiuto del Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, di scusarsi con la Turchia per i fatti della Navi Marmara, scuse poi arrivate con una telefonata in occasione della visita del Presidente Obama in Medio Oriente.

Nel suo editoriale David Ignatius ricorda anche come il Mossad consideri il capo dell’intelligence turca, Hakan Fidan, “molto vicino ai servizi segreti iraniani” tanto da venir definito “il capo della stazione MOIS ad Ankara”.

Durissima la reazione della Turchia che nega categoricamente le accuse mosse dal giornalista del Washington Post  e parla di “tentativo di rovinare l’atmosfera moderata e le buone relazioni tra Turchia e Iran dopo l’elezione di Rohani”. Ma ancora più dura è stata la reazione turca a un articolo del Wall Street Journal che attaccava direttamente proprio il capo dell’Intelligence turca, Hakan Fidan, accusandolo sostanzialmente di lavorare contro gli interessi americani. In un comunicato diffuso dalla agenzia di Stampa turca, Anadolu, si afferma che le accuse mosse dal Wall Street Journal sono false e che sono il frutto di una strategia di propaganda negativa verso la Turchia.

In realtà il ruolo di Hakan Fidan, che di certo non agisce senza il consenso di Erdogan, è molto ambiguo. Realmente vicino ai servizi segreti iraniani, amico personale del Gen. Qasem Soleimani, comandante in capo delle Forze Quds, ha alle spalle una fitta collaborazione con l’Iran. Fautore dell’accordo militare tra Turchia e Iran per combattere la resistenza curda, è stato colui che ha rispedito a Teheran centinaia di ragazzi iraniani fuggiti dall’Iran in Turchia dopo le contestazioni post elettorali del 2009 condannandoli di fatto a morte o a una lunghissima detenzione.

Fatto sta che piano piano stanno emergendo in tutta la loro devastante verità le contraddizioni della politica di Erdogan, una politica su più binari che non disdegna l’appoggio segreto all’Iran ma appoggia la resistenza qaedista in Siria, che si oppone al nuovo corso democratico in Egitto ma finge di accettare l’appoggio saudita allo stesso Egitto, che fa parte della NATO ma contribuisce a smantellare una rete di intelligence appartenente al miglior alleato della NATO in Medio Oriente, Israele.

Una volta qualcuno diceva che gli arabi sono i migliori bugiardi del mondo e che riuscirebbero a vendere un cammello spacciandolo per cavallo, ma a quanto sembra sono stati ampiamente superati dai turchi e in particolare da Erdogan, lo stesso che i burocrati europei stanno facendo di tutto per portare nell’Unione Europea.

Sharon Levi

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