Erdogan: nuovo attacco all’Europa. Da che pulpito

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Il Presidente turco, Tayyip Erdogan, è tornato di nuovo ad attaccare l’Unione Europea dopo che da Bruxelles erano arrivate critiche in merito all’arresto di diversi giornalisti e blogger “ostili al Governo turco”. Lo ha fatto ieri dal palco di un simposio di dipendenti pubblici.

«La Turchia non è il capo espiatorio degli errori europei» ha detto Erdogan. «Non siamo sicuramente un Paese su cui gli europei possono puntare il dito. Pensino piuttosto a risolvere i loro problemi con l’islamofobia e al crescente razzismo».

Erdogan, senza citarli, ha fatto riferimento al crescente movimento anti-islamico in Germania, all’attentato ad una moschea in Svezia e alle scritte naziste apparse su una moschea di Dormagen.

Non è la prima volta che Erdogan critica l’Unione Europea accusando l’Europa di islamofobia, il che di per se è un paradosso detto da uno che sta cercando di trasformare (e ci sta riuscendo) un Paese fondato sulla laicità dello Stato in una specie di califfato islamico anche con l’introduzione di leggi tipiche dei Paesi che adottano la Sharia e dove negli ultimi anni i pochi ebrei presenti se ne sono progressivamente andati proprio per i tanti episodi di intolleranza nei loro confronti.

La Turchia, insieme al Qatar, è il maggior sponsor di noti gruppi terroristici islamici, a partire da Hamas per arrivare probabilmente allo Stato Islamico, ISIS, con il quale sembra avere un accordo di “tacito consenso” che permette a migliaia di combattenti islamici di usare il territorio turco per raggiungere la Siria e l’Iraq e nel frattempo concede l’uso del proprio territorio per il passaggio di armi e delle merci in uscita dallo Stato Islamico, a partire dal petrolio.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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