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Escalation iraniana: Teheran minaccia di chiudere lo stretto di Hormuz

L’Iran aumenta vertiginosamente la qualità e frequenza delle minacce a Israele proprio in coincidenza con le imminenti elezioni presidenziali USA che forniscono una finestra di “parziale vuoto di potere” che potrebbe essere usata dagli Ayatollah.

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L’Iran ha minacciato ancora una volta di chiudere lo strategico stretto di Hormuz nel caso in cui dovesse essere attaccato in qualsiasi modo o dovesse anche solo sentirsi sotto la minaccia di un attacco. Lo ha detto ieri il vice-capo di Stato maggiore dell’esercito iraniano, Gen. Ali Shadmani.

Secondo l’agenzia di stampa iraniana Fars la minaccia del blocco dello stretto di Hormuz sarebbe arrivata durante uno dei tanti raduni militaristici organizzati dal regime nella città di Kermanshah. «Se il nemico fa un piccolo errore si chiude lo stretto di Hormuz» ha detto il Generale Shadmani, una minaccia che segue quella lanciata lo scorso mese di maggio dal vice-comandante delle Guardie della Rivoluzione Iraniana, il Gen. Hossein Salami, il quale aveva detto che la porta di ingresso al Golfo Persico, lo stretto di Hormuz, sarebbe stata chiusa se gli Stati Uniti o uno dei loro alleati avessero minacciato in qualche modo l’Iran. Salami si era poi lanciato in accuse e minacce contro Israele e gli Stati Uniti, accusati di appoggiare Gerusalemme e la sua “illegale occupazione di terre musulmane”. Anche ieri il Generale Ali Shadmani ha ripetuto le stesse accuse a Washington accusando gli Stati Uniti di finanziare il terrorismo Jihadista allo scopo di proteggere il “regime sionista e la sua illegale esistenza”.

Negli ultimi giorni si è assistito a una vera e propria esclation delle minacce iraniane, da quelle verbali come appunto la minaccia di chiudere lo stretto di Hormuz fino al “sopralluogo” del Generale Mohammad Reza sulle Alture del Golan, a pochi passi dal confine con Israele. In mezzo il tentativo ormai evidente da parte dell’Iran di insinuarsi nella questione palestinese e la minaccia più che concreta di riprendere il programma nucleare iraniano.

Intelligence israeliana in allerta

La intelligence israeliana non sottovaluta affatto questa escalation di minacce iraniane, specialmente perché arriva in un momento particolare come le imminenti elezioni presidenziali americane che in qualche modo limitano le azioni del Presidente Obama e della sua amministrazione. Ci sono troppi segnali che indicano una concreta minaccia sul fronte nord israeliano e in particolare sul Golan e lungo il confine con il Libano e la coincidenza delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti è troppo ghiotta per i furbi iraniani per lasciarsela sfuggire. Anche le ripetute minacce in merito alla possibile chiusura dello strategico stretto di Hormuz sembrano messaggi lanciati agli Stati Uniti affinché non si intromettano in un eventuale scontro con lo Stato Ebraico. Tutto lascia pensare che Teheran stia accelerando i tempi per usare al meglio il parziale vuoto di potere negli Stati Uniti dovuto alle elezioni presidenziali.

Scritto da Sarah F.

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