Ex capo dello Shin Bet: ecco perché Putin non è affatto amico di Israele

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Secondo Avi Dichter, ex capo dello Shin Bet e attualmente a capo del Comitato per gli Affari Esteri e per la Difesa, gli interessi russi e quelli israeliani collidono in molti punti e questo è motivo di forte preoccupazione.

Lo ha detto alla Reuters dopo che nella scorsa settimana si era recato a Mosca per incontri ad alto livello. «Il divario tra Israele e la Russia è inquietante» ha ammesso Avi Dichter dopo aver parlato con alcuni membri del Governo di Putin. «La Russia pensa e agisce come una superpotenza e come tale ignora spesso l’interesse di Israele quando non coincide con il suo» ha aggiunto Avi Dichter.

Il discorso di Avi Dichter fila liscio come l’olio. Per Israele la minaccia regionale più importante è l’Iran e di rimando i loro alleati di Hezbollah. La Russia nei fatti è il maggior alleato nonché fornitori di armi sia di Teheran che del gruppo terrorista libanese e non intende assolutamente recedere di un millimetro da questa posizione che gli garantisce una enorme influenza nella regione. L’atteggiamento russo finisce così per scontrarsi frontalmente con quello israeliano.

E non sembrano essere serviti i tre incontri in pochi mesi tra il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e il Presidente russo Vladimir Putin. I russi hanno aumentato costantemente il loro impegno in Siria e contestualmente a questo aumentato impegno si sono sempre più legati a doppio filo agli iraniani e ai terroristi di Hezbollah. Israele ha tentato di mantenere sempre un canale aperto con Mosca che gli consentisse, in caso di minaccia, di intervenire in Siria senza scontrarsi con i russi. Questo “accordo” prevedeva anche che la Russia si astenesse dal sostenere le milizie di Hezbollah o dal fornire loro armi e materiali, promessa non mantenuta anche se il tutto passa per Teheran quindi ufficialmente Mosca non rifornisce di armi agli Hezbollah. Ma di fatto lo fa.

I colloqui a Mosca tra l’ex capo dello Shin Bet e gli alti funzionari russi (tra cui il vice ministro della difesa e il vice capo della sicurezza nazionale) dovevano portare ad avvicinare le posizioni israeliane a quelle russe in un momento in cui Israele non è più in grado di operare in Siria per evitare che armi e sistemi d’arma raggiungano Hezbollah a causa delle tante operazioni russe e dei sistemi antiarei avanzati posizionati da Mosca in Siria. Ma i colloqui non hanno portato a nulla proprio a causa degli interessi divergenti tra Mosca e Gerusalemme.

«La Russia non considera l’Iran e i suoi proxy regionali in base alla minaccia che rappresentano per Israele» ha detto ancora Avi Dichter facendo intendere che anzi li considera dei buoni alleati regionali da supportare in ogni modo e questo non solo allontana di molto le posizioni di Mosca e Gerusalemme, potenzialmente può scatenare attriti e situazioni molto pericolose tra Russia e Israele.

Il mese scorso Israele aveva chiesto alla Russia di aggiornare il coordinamento deciso da Putin e Netanyahu al fine di evitare che i russi sparassero contro gli aerei israeliani, una richiesta doverosa dopo che Mosca aveva schierato in Siria gli S-300 e altre armi avanzate, ma la richiesta è caduta nel vuoto scatenando non poche preoccupazioni a Gerusalemme.

E’ chiaro che gli interessi regionali russi nel medio e lungo termine collidono apertamente con quelli israeliani e questo fa dire, tra le righe, ad Avi Dichter che Putin non è affatto amico di Israele come invece in molti si sono affrettati a dire.

Scritto da Antonio M. Suarez

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