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Facebook citato per danni dalle famiglie delle vittime del terrorismo palestinese

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Facebook è stato citato per danni dalle famiglie delle vittime del terrorismo palestinese e la causa potrebbe costare al colosso dei social media una cifra a nove zeri.

La causa contro Facebook è stata depositata dalla organizzazione Shurat Hadin per conto di cinque famiglie di vittime del terrorismo palestinese che accusano Facebook di non aver rimosso gli incitamento all’odio contro gli ebrei apparsi su molte bacheche palestinesi e quindi di essersi reso corresponsabile di quel incitamento all’odio.

Nella denuncia contro Facebook viene citato il Anti-Terrorism Act (ATA) che vieta a tutte le aziende americane di fornire qualsiasi supporto ai gruppi terroristici e ai loro sostenitori in tutto il mondo. Secondo la denuncia, Facebook omettendo di togliere i contenuti che incitavano all’odio avrebbe favorito il terrorismo palestinese e i fiancheggiatori del terrorismo palestinese. In più nella denuncia si fa notare che l’organizzazione terroristica di Hamas e altre organizzazioni terroristiche palestinesi hanno i loro account su Facebook perfettamente attivi e operanti e questo si scontra proprio con quanto disposto dal Anti-Terrorism Act.

La denuncia contro Facebook segue quella fatta il mese scorso contro lo stesso Facebook, Twitter e contro Google dalla famiglia di Nohemi Gonzalez, la studentessa californiana uccisa dall’ISIS a Parigi, denuncia dove si accusano i tre colossi del web di aver dato sostegno materiale allo Stato Islamico.

Facebook sostiene che toglie ogni contenuto che incita alla violenza, razzista o antisemita non appena se ne accorge ma diversi utenti hanno svelato che non è affatto così e che, anzi, spesso a precise segnalazioni Facebook risponde che “i contenuti segnalati non violano gli standard della comunità”. Resta comunque il fatto che Hamas e diversi gruppi terroristici palestinesi e più in generale islamici hanno tranquillamente i loro account aperti su Facebook.
Le famiglie che hanno sporto la denuncia contro Facebook sono quelle di Taylor Force, ucciso a Tel Aviv nel 2016, quella di Menachem Mendel Rivkin, gravemente ferito in un attacco a Givat Zeev nel 2016, quella di Richard Leikin ucciso in un autobus a Gerusalemme nel 2015, quella di Chaya Zisel Braun, il bamabino ucciso da Hamas a Gerusalemme nel 2014 e infine quella di Yaakov Naftali Frankel, uno dei tre giovani rapiti e uccisi da Hamas nel 2014.

Scritto da Sarah F.

© 2016, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata




Comments on this entry are closed.

  • Joi Lug 12, 2016, 1:08

    Era ora, e se ci sarà una petizione contro questi colossi e ignoranti miliardari la firmerò , pur di fare denaro non guardano in faccia a nessuno, ma io penso che in loro ci sia anche un’anima anti semita e anti ebraica, spero che vengano condannati pesantemente e cifre da far venire la pelle d’oca, solo così questi signori si sentiranno toccati, non tanto nella dignità, già persa da anni, ma nel portafoglio ……