Fondo Monetario Internazionale: sangue e lacrime per la Grecia, soldi a pioggia all’Egitto

Sembra proprio che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) sia disponibile ad esaudire la richiesta avanzata dall’Egitto di un prestito senza condizioni pari a 4,8 miliardi di dollari. Se ciò fosse vero ci troveremmo di fornte a uno dei più grandi paradossi della storia del FMI.

Infatti, mentre alla Grecia, Paese membro dell’Unione Europea e democrazia conclamata, per un prestito vengono chieste condizioni capestro che stanno letteralmente mettendo i ginocchio il Paese e affamamando i greci, all’Egitto non viene chiesta alcuna condizione, nemmeno le minime garanzie di democrazia che sono alla base delle condizioni per cui il FMI si dovrebbe attivare (anche se poi non è sempre così).

Si dice che la Presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, stia subendo pressioni senza precedenti da parte del Presidente Americano, Barack Obama, e della rappresentante della politica estera europea, Catherine Ashton, affinché il FMI conceda il prestito all’Egitto senza porre alcuna condizione.

L’Egitto, che aveva dal turismo entrate pari al 40% del PIL, da quando è caduto Mubarak e, sopratutto, da quando hanno preso il potere i Fratelli Musulmani, ha visto crollare il turismo dell’80% in pochi mesi. Il neo Presidente, Mohammed Morsi, si trova in grosse difficoltà di liquidità e nella necessità di rilanciare il Paese. Però non vuole dare garanzie democratiche ed economiche in cambio del prestito. Insomma, non vuole vincoli. Per questo Christine Lagarde non era intenzionata a dare alcun prestito all’Egitto, ma le impressionanti pressioni di Obama stanno facendo breccia e sembra proprio che la richiesta egiziana verrà accolta. Insomma, siamo allo scandalo, all’offesa a tutte le democrazie del mondo che faticosamente cercano di emergere dalla pesante crisi che le attanaglia. Il FMI concede soldi a pioggia a un regime islamista e mette alla gogna una democrazia compiuta come quella greca. Davvero uno scandalo.

Noemi Cabitza

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