Forte monito USA su Hezbollah: «Libano a rischio». Ma l’Europa nicchia

Hezbollah torna ad essere nel mirino degli Stati Uniti. Ieri l’Assistente del Segretario al Tesoro USA per il finanziamento del terrorismo, Marshall Billingslea, era in visita in Libano dove ha incontrato il Presidente Michel Aoun, il primo ministro Saad al-Hariri e altri personaggi politici e del mondo bancario libanese con i quali ha affrontato il gravissimo problema rappresentato per il Paese dei Cedri dai terroristi sciiti finanziati da Teheran.

«Esorto il Governo libanese a prendere ogni misura possibile per impedire che Hezbollah faccia parte del sistema politico ed economico del Paese» ha detto Billingslea al Presidente e al Primo Ministro libanesi.

Gli Stati Uniti considerano Hezbollah un gruppo terrorista che oltre a finanziarsi con i fondi di Teheran si finanzia con traffico di droga e operazioni di riciclaggio di denaro sporco, una attività che svolge in particolare in Sud America con una presenza particolarmente massiccia in Venezuela.

Secondo il Tesoro USA la presenza di Hezbollah nel Governo libanese non solo impedirebbe di perseguire adeguatamente alcuni importanti membri del gruppo terrorista ma comprometterebbe la stabilità economica del Libano visto che i terroristi libanesi usano il sistema bancario libanese per riciclare il denaro sporco proveniente dagli ingenti traffici di stupefacenti che invadono le strade americane ed europee.

Per il momento gli Stati Uniti hanno cercato di non “compromettere” il sistema bancario libanese con misure troppo restrittive verso le banche sospettate di fare affari con Hezbollah, ma tra le autorità bancarie di Beirut serpeggia la paura per possibili nuove misure che potrebbero mettere a repentaglio la base dell’economia del Paese dei Cedri. Il cosiddetto “Hezbollah International Financing Prevention Acts” messo a punto dall’Amministrazione Obama nel 2015 e poi potenziato nel 2017 da Trump, permette agli Stati Uniti di inserire alcune banche libanesi nella lista nera degli istituti legati al finanziamento del terrorismo e al riciclaggio di denaro sporco e se ciò avvenisse sarebbe un colpo durissimo per la già traballante economia libanese.

Il viaggio di Marshall Billingslea in Libano è servito proprio a questo, a mettere in guardia le autorità libanesi che gli Stati Uniti stanno stringendo il cappio attorno ad Hezbollah e che il Libano potrebbe essere trascinato nel vortice delle sanzioni.

L’Europa intanto…

Nonostante una buona parte del traffico di droga sudamericana gestito da Hezbollah finisca sulle strade europee, l’Unione Europea non ha ancora inserito il gruppo terrorista libanese nella sua lista nera e questo fa letteralmente infuriare gli americani. In Europa continuano a considerare Hezbollah alla stregua di un partito politico che ricopre importanti posizioni di Governo in Libano e questo nonostante abbia praticamente un proprio esercito, una propria struttura finanziaria e di comando completamente separati da quella libanese. Una assurdità che eventuali sanzioni americane al Libano potrebbero scardinare. Tuttavia l’Europa continua ad essere fortemente contraria all’inserimento di Hezbollah nella lista nera dei gruppi terroristici.