Forze iraniane nel sud del Libano: UNIFIL tace e acconsente

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Stanno emergendo risvolti inquietanti dalle indagini sul drone abbattuto giovedì sui cieli di Israele. I comandi dell’esercito israeliano hanno stabilito quasi con certezza che l’aereo senza pilota era teleguidato da elementi della Guardie della Rivoluzione Iraniana, il corpo d’elite che fa capo direttamente al Grande Ayatollah Ali Khamenei.

Inizialmente Israele aveva puntato il dito su Hezbollah, memore del precedente episodio e con la consapevolezza che il gruppo terrorista sia in possesso di almeno un centinaio di droni di fabbricazione iraniana. Ma l’analisi delle comunicazioni intercettate tra il drone e la sua base nel sud del Libano hanno rivelato una realtà diversa e cioè che a teleguidare l’aereo senza pilota erano elementi iraniani.

Da mesi l’intelligence israeliana sostiene che elementi delle Guardie della Rivoluzione Iraniana sono presenti in Libano. Nel caso del drone tali forze avrebbero agito addirittura senza il preventivo consenso dei vertici di Hezbollah dimostrando non solo una certa autonomia decisionale ma che hanno il potere di disporre in maniera del tutto autonoma di basi nel sud del Libano.

Inizialmente l’intelligence israeliana aveva pensato che le Guardie della Rivoluzione Iraniana fossero nel sud del Libano per addestrare elementi di Hezbollah e per coordinare gli interventi in Siria a supporto del regime di Assad, ma tale valutazione è superata dai fatti. E’ quasi certo infatti che le forze iraniane dispongano in Libano di vere e proprie basi con almeno 2.000 uomini i quali si muovono in maniera del tutto indipendente da Hezbollah e che la loro missione non sia affatto quella di coordinare gli interventi in Siria (dove per altro ci sono oltre 4.000 iraniani basati vicino a Damasco) ma che sia quella di preparare una reazione armata contro Israele nel caso a Gerusalemme decidessero di bombardare le centrali nucleari iraniane.

Il fatto grave e preoccupante non è tanto la presenza iraniana in Libano, già certa da mesi, quanto piuttosto la possibilità che esse hanno di agire in maniera indipendente da Hezbollah il che dimostra come le forze iraniane si comportino come una vera e propria “forza di occupazione” più che come una “forza alleata”.

In questo contesto stupisce ancora una volta il silenzio di UNIFIL, una “forza di pace” di cui sempre meno se ne capisce il senso. E’ praticamente impossibile infatti che UNIFIL non sia al corrente della presenza nel Sud del Libano di forze militari iraniane, specie considerando che quell’area  secondo la risoluzione Onu 1701 dovrebbe essere smilitarizzata. Il fatto poi che il punto di partenza del drone che ha sorvolato Israele sia stato individuato al di sotto della linea blu (poco a nord di An Naqarah) dimostra come le basi iraniane siano in territorio di competenza di UNIFIL.

Intanto Israele ha ordinato un ulteriore rafforzamento delle forze militari lungo il confine con il Libano e ha disposto il posizionamento di due ulteriori radar in grado di individuare piccoli aerei come i droni. Con questo ulteriore upgrade il reticolo di difesa aerea dovrebbe essere completo e quindi scongiurato il rischio qualsiasi infiltrazione da parte di aerei senza pilota.

Sharon Levi

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