Francia: un monito all’Europa e alle destre

Alla fine la Waterloo di Sarkozy si è consumata. Non è proprio una disfatta in termini numerici, ma scatena un cataclisma a livello europeo che non può non far riflettere i fautori della linea del rigore senza sviluppo.

E’ vero, fatta salva la borsa greca, sprofondata dell’8%, le borse hanno sostanzialmente tenuto, ma ancora è solo la prima giornata e i mercati aspettano di vedere quale sarà la nuova linea della Francia targata Hollande. In ballo c’è il futuro dell’Unione Europea e non è una esagerazione.

Intanto c’è da prendere atto che dalla Francia arrivano due messaggi chiari sia all’Unione Europea che alle destre che guidano diversi Paesi europei. Il primo messaggio, quello all’Europa, è che la linea “Merkel-Sarkozy” che poi sarebbe la linea del rigore, politicamente non paga. Ormai è chiaro a tutti, le linee rigoriste franco-tedesche basate sulla macroeconomia e sul pareggio dei bilanci saranno pure salutari per i conti pubblici, ma sono estremamente regressive e con la regressione i soldi non girano. Se non girano i soldi si ferma tutto, anche la locomotiva tedesca. Il secondo messaggio è alle destre europee. Sarkozy è riuscito a consegnare l’Eliseo alla sinistra dopo un dominio della destra durato 17 anni. La Francia è un peso massimo e non si può sottovalutare che in molti di quelli che hanno votato per Hollande non sono affatto socialisti ma che lo hanno votato per protesta. E’ esattamente l’aria che tira in molti altri Paesi, Italia compresa. Il messaggio è quindi: se la destra non vuole consegnare il potere alla sinistra deve fare di più, andare oltre le promesse elettorali e mettere in campo riforme serie, politici affidabili (Berlusconi sembra che voglia candidare a Premier per la destra la Santanché, giusto per fare un esempio di come certa destra sia scesa in basso) e infine un programma a lunga scadenza con il raggiungimento degli obbiettivi ben scadenzato nel tempo. Diversamente, a prescindere dal programma che proporrà, salirà al potere la sinistra e francamente pensare di rivedere D’Alema al Governo fa venire i brividi.

Ora, spero vivamente che sia a Bruxelles che nelle destre europee (io penso all’Italia) prendano nota attentamente di quello che è avvenuto in Francia perché l’aria che tira è quella di Waterloo e se non si presenteranno politiche serie e persone affidabili il rischio di un avvento della sinistra anche nel resto dell’Europa è più che concreto.

Bianca B.

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