Gaza: ad Hamas non conviene ancora fermare la guerra. Pochi morti

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Contrordine compagni, la guerra con Israele va avanti. Dal suo albergo di lusso in Qatar è lo stesso capo di Hamas, Khaled Meshaal, a ordinarlo smentendo così le voci di fonte egiziana e palestinese di un imminente accordo per un cessate il fuoco con Israele.

Nelle ore scorse si era fatta vanti l’ipotesi di un accordo su due punti che avrebbe messo fine alla guerra di Gaza e avrebbe permesso non solo la veloce ricostruzione di Gaza ma, con l’aiuto delle forze della ANP e probabilmente della Unione Europea, anche la riapertura dei valichi tra Israele e Gaza e tra Egitto e Gaza oltre ad altre concessioni quali l’allargamento della zona di pesca ecc. ecc. Solo che un accordo del genere avrebbe previsto anche la smilitarizzazione della Striscia di Gaza e il passaggio del controllo amministrativo da Hamas alla ANP. Inizialmente la delegazione di Hamas al Cairo aveva accettato questo accordo riservandosi però di consultarsi con il loro capo, Khaled Meshaal appunto. Così i delegati di Hamas sono volati in Qatar dove, tra una tartina e l’altra, Meshaal ha detto di no. Circa 2.000 morti sono ancora pochi per dare peso negoziale ad Hamas. Ne servono altri.

Così Hamas, dopo aver implicitamente accettato l’accordo egiziano per il cessate il fuoco, lo rigetta affermando che le sue richieste non sono state accolte. Meshaal ha detto di volere una “guerra di logoramento” che però, come sempre, non tiene conto delle esigenze della popolazione civile. Il logoramento non sarà certo per lui, al sicuro in un albergo super-lusso in Qatar, e non sarà nemmeno per Israele, il logoramento sarà solo per la popolazione di Gaza già dissanguata da anni di califfato islamico imposto da Hamas.

E forse è proprio quello su cui Khaled Meshaal conta: una popolazione allo stremo che susciti il solito compatimento internazionale con la numerosa massa di imbelli pronti a incolpare Israele della condizione della popolazione di Gaza e non i veri responsabili, cioè i terroristi di Hamas.

Si presume quindi che quando scadrà il termine del cessate il fuoco Hamas riprenderà il lancio di missili contro Israele in modo da scatenare la legittima risposta israeliana. In tal senso sono indicative le parole pronunciate ieri sera dal rappresentante di Hamas in Libano, Osama Hamdan: «Israele deve accettare le condizioni di Hamas oppure prepararsi a una lunga guerra di logoramento». Come dire, le abbiamo prese sonore ma vogliamo essere noi a dettare le condizioni.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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