Gaza: aumentano i tentativi di infiltrazione in Israele e gli attacchi ai soldati IDF

Nelle ultime settimane sono aumentati in maniera preoccupante i tentativi da parte di terroristi arabi di infiltrasi in Israele. L’ultimo nella notte scorsa quando un terrorista arabo, approfittando della nebbia, ha superato la barriera di sicurezza e si è infiltrato in Israele. Fortunatamente è stato intercettato da una pattuglia di “Golani” e nello scontro a fuoco che ne è seguito il terrorista è stato eliminato.

Brigata Golani

Quest’ultimo episodio non è però isolato. Qualche giorno fa un ufficiale e un militare dell’IDF sono stati feriti da un cecchino nei pressi del valico di Kisufim. Almeno una decina di infiltrazioni sono state sventate nelle ultime settimane mentre il pericolo di cecchini è sempre presente per i militari che pattugliano il confine con Gaza. Se si considera che ogni arabo che cerca di infiltrarsi in Israele è potenzialmente un attentatore, sostenere che sono stati sventati decine di attentati non è quindi errato. Altri attentati contro i militari di pattuglia sono stati sventati nelle scorse settimane quando in più occasioni sono stati trovati ordigni esplosivi comandati a distanza e, almeno in un paio di occasioni, sono state rinvenute mine anticarro.

I soldati dell’IDF non fanno avvicinare gli arabi alla barriera protettiva proprio per evitare tentativi di infiltrazione, cecchini e attentati esplosivi e questo è uno dei cavalli di battaglia dei “pacifinti”, usato e abusato, per dimostrare che Gaza è una specie di “prigione a cielo aperto”. In realtà Gaza è prigioniera dei suoi stessi aguzzini, i terroristi di Hamas che da quando controllano la Striscia l’hanno resa un “territorio ostile”. Da quando è stata costruita, la barriera protettiva ha impedito centinaia di attentati in Israele e ha praticamente azzerato il numero di attentati dinamitardi.

Secondo Protocollo Israel

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