Gaza: ecco come Hamas alleva i suoi figli nell’odio con i soldi europei

La notizia uscì nel mese di giugno in occasione della fine dell’anno scolastico nella Striscia di Gaza. Fece scalpore la recita di fine anno di una scuola materna di Gaza City nella quale i bambini arabi misero in scena una rappresentazione, chiaramente indotta, della perenne lotta contro il “nemico sionista” durante la quale dimostrarono inequivocabilmente come vengano allevati all’odio sin da piccoli e che non può esserci alcun futuro di pace con questa gente.

I bambini erano vestiti con le divise della Jihad Islamica e delle Brigate al-Quds (quando le divise le mettono perché di solito preferiscono confondersi vigliaccamente tra i civili) e misero in scena episodi nei quali si mostravano le “torture sioniste”, nei quali si rendeva omaggio agli shahid (i martiri), oppure nei quali si schieravano a difesa di Gerusalemme ecc. ecc. Ma quello che più stupì furono le loro dichiarazioni riprese a man bassa dalla stampa palestinese, dichiarazioni di odio verso gli ebrei e d’intento quando dicono che da grandi combatteranno il “nemico sionista”, lanceranno missili sulle città israeliane e, in alcuni casi, diventeranno shahid facendosi esplodere e uccidendo decine di ebrei. Gli fecero eco le dichiarazioni del direttore della scuola materna che disse: «è nostro dovere educare sin da piccoli i bambini alla lotta armata e ad amare la resistenza in modo che sappiano chi è il loro mortale nemico».

Bene, se a queste scene ormai siamo abituati e sappiamo benissimo che gli arabi allevano i loro figli nell’odio e nel concetto di “martire” quando in tutto il resto del mondo i genitori cercano di salvaguardare la loro esistenza invece di indurli al martirio, non sapevamo che a pagare questa “istruzione” siamo noi europei.

Infatti la scuola dove è avvenuta questa “rappresentazione” è finanziata con fondi ECHO, cioè con fondi elargiti dall’Unione Europea e rientra in un progetto dedicato all’istruzione dei giovani arabi. Si, avete capito bene, all’istruzione dei giovani arabi.  Insomma, con i nostri soldi si allevano i futuri terroristi islamici che andranno a fare strage di infedeli.

Ci chiediamo a questo punto se in seno all’Unione Europea sappiano queste cose, perché se ne sono a conoscenza il fatto è di una gravità inaudita perché renderebbe l’Unione Europea complice di questo indottrinamento all’odio. Ma se, come speriamo, non ne sono a conoscenza sarà nostro compito informare i vertici di ECHO su come vengono usati i loro fondi raccomandando che si faccia piena luce anche su chi siano le organizzazioni responsabili di questo progetto che è tutto fuorché umanitario.

Sarah F.

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