Gaza: Hamas non incanta più nemmeno i palestinesi

La notizia è di quelle clamorose. Un sondaggio condotto da una organizzazione araba tra gli abitanti di Gaza ha stabilito che la maggioranza della popolazione della Striscia di Gaza incolpa Hamas della crisi del carburante e non Israele.

Secondo il sondaggio il 48,4% degli abitanti di gaza pensa che la colpa della crisi del carburante sia colpa di Hamas, il 21,1% ha accusato Israele e l’11,6% ha dato la colpa alle politiche della ANP e ad Abu Mazen. E’ indicativo come la percentuale di chi pensi che la crisi del carburante sia da addebitare a Israele sia così bassa perché significa che gli abitanti di Gaza stanno finalmente (anche se lentamente) uscendo dall’oblio della disinformazione terrorista e dalle limitazioni alla conoscenza imposte da Hamas in tutti questi anni.

Infatti, altri dati indicativi di quanto sta avvenendo provengono da altre domande poste agli intervistati le quali indicano che Hamas nella Striscia di Gaza sta perdendo continuamente consensi tra la popolazione. Quando è stato chiesto agli intervistati se approvassero la politica del Primo Ministro di Hamas, Ismail Haniyeh, il 40,5% ha risposto di non approvarla mentre solo il 28,3% ha dato ad Haniyeh un feedback positivo. Ancora più evidente il dissenso verso Hamas quando si parla di strategia per risolvere la crisi con Israele: il 59,1% ha detto di preferire la politica di Abu Mazen rispetto a quella intransigente di Hamas.

Dati statistici a parte, ci pare di capire che i palestinesi abitanti la Striscia di Gaza stiano finalmente aprendo gli occhi nei confronti di Hamas che, secondo lo stesso sondaggio, se si andasse a elezioni in questo momento prenderebbe solo il 12,1% delle preferenze, cioè il minimo storico.

Secondo Protocollo Israel

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