Gaza: la cultura della menzogna

Gaza – Il Veliero Estelle è stato bloccato prima che entrasse in acque controllate dalla marina israeliana. Era tutto previsto, lo sapevano anche i pacivendoli a bordo di questa ennesima “Freedom Flotilla”. Ma si sa, per la notorietà si fa tutto e un arresto in Israele è come vincere un terno al lotto.

E qui ci sarebbe da discutere sul perché questa gente continua a prodigarsi tanto per un territorio, la Striscia di Gaza, a cui non manca niente pur sapendo che è così, governato con pugno di ferro e con il terrore da un gruppo terrorista, Hamas, e in balia di una frenetica corsa all’Iphone 5. Le ipotesi sono due: interesse economico o antisemitismo. Non c’è un’altra ipotesi. L’aiuto umanitario è da escludere, lo dicono anche Hamas e Croce Rossa Internazionale che non c’è crisi umanitaria a Gaza. E poi, se proprio si vuole portare un aiuto umanitario fine a se stesso si andrebbe in Siria, non certo a Gaza. Ci sarebbe da prendere in considerazione anche lo sviluppo, ma per un programma di sviluppo non si fanno di queste sceneggiate e poi c’è sempre Hamas che governa grazie al sottosviluppo, quindi anche questo è da scartare.

E qui torniamo alla base. Interessi economici o antisemitismo (qualcuno lo chiama anche antisionismo ma è la stessa cosa)? Di interessi economici ne girano tanti intorno alla finta crisi umanitaria di Gaza. Come detto, se uno vuole farsi pubblicità deve riuscire a salire su una di queste barche che periodicamente partono per Gaza. Sarà fermato e arrestato, lo sa benissimo, ma poi scriverà libri, articoli sui giornali, verrà intervistato da RAI NEWS 24 ecc. ecc.

C’è una cosa che però mi fa propendere per l’antisemitismo, la cultura della menzogna, la sistematica campagna mediatica basata sulla menzogna che attanaglia questa piccola striscia di terra. Che non ci sia crisi umanitaria a Gaza ormai lo sanno tutti, persino quelli che sono ferventi pacivendoli. Clamorosa la corsa all’IPohe 5 di questi giorni, cosa che in Siria o in uno qualsiasi dei paesi in via di Sviluppo se la sognano. E poi che a Gaza ci sia ormai di tutto lo sanno anche gli scimpanzé del Congo. E allora perché continuare imperterriti a ripetere per centinaia di volte la stessa menzogna se non per ragioni prettamente antisemite?

Purtroppo la realtà è questa. Nessuna cultura di pace (non appoggerebbero Hamas), nessuna voglia di portare aiuto umanitario a dei disgraziati (andrebbero in Siria), nessuna missione umanitaria per rompere un blocco navale (è legittimo e sanno benissimo che non ci riusciranno mai). E’ solo l’odio verso Israele a spingere questa gente. Va bene, ma allora lo ammettano e la finiscano di nascondersi dietro alla cultura della menzogna. Imbraccino un fucile e si uniscano ai terroristi di Hamas. Per lo meno saranno più sinceri e meno ipocriti.

Sarah F.

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