Genocidio di cristiani: il complice silenzio del buonismo europeo

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Ogni anno a Natale siamo costretti a raccontare di stragi deliberate contro i fedeli cristiani e anche quest’anno non mancherebbero le notizie, a partire dal massacro avvenuto in Iraq. Tuttavia questa volta vogliamo fare una considerazione diversa e parlare di quello che sempre più appare come un vero e proprio deliberato genocidio di cristiani a livello globale.

Partiamo dal Medio Oriente, cioè dalla culla del cristianesimo dove la fede cristiana è nata. In Siria i ribelli qaedisti danno letteralmente la caccia i cristiani e non è servita nemmeno la decapitazione di un vescovo o i fatti accaduti a Maalula con tanto di sequestro di suore  per far dire alla chiesa cattolica che siamo di fronte a un deliberato piano di pulizia etnico-religiosa. In Egitto le cose non vanno meglio anche se dopo la cacciata dei Fratelli Musulmani qualche spiraglio di sole si è aperto. Ma nel frattempo i cristiani copti hanno dovuto subire attacchi e stragi che hanno costretto molti di loro alla fuga. Ma i numeri più eclatanti sono in Iraq dove in dieci anni si è perso ogni notizia di oltre un milione di fedeli cristiani, forse fuggiti a causa delle persecuzioni, ma in molti casi massacrati e semplicemente cancellati, spazzati via. Andare in giro con la croce al collo è rischioso in Libia (dove è un suicidio), in Algeria, in Tunisia e recentemente in Marocco.

Se poi parliamo di Africa la volontà di spazzare via il cristianesimo da parte di sempre più forti forze islamiche appare ancora più evidente, quasi dichiarata. In Nigeria e nella Repubblica Centrafricana la caccia al cristiano è dichiarata apertamente. Le cose non vanno meglio nell’Africa nord e centro occidentale dove l’Islam è diventata l’unica religione e il cristianesimo bandito. Il Shael è un enorme bacino di estremismi islamici. A est dal già citato Egitto al Sudan fino ad arrivare alla Somalia gli islamici non scherzano e di cristiani ce ne sono sempre di meno, fuggiti, uccisi o semplicemente nascosti per timore di essere uccisi. L’unica zona che resiste (per ora) è quella dei Grandi Laghi dove l’islam trova una certa resistenza ad esplodere. A sud invece l’islamizzazione procede a grandi passi e se l’esperienza ci insegna qualcosa ben presto assisteremo ad un crescendo delle violenze religiose anche nel meridione del continente africano.

Tutto questo insegna qualcosa a noi europei? Decisamente no, anzi, con il nostro accogliente buonismo stiamo costruendo una vera e propria autostrada all’islamizzazione dell’Europa. La Sharia è ufficialmente o tacitamente accetta in molti paesi del nord. Sempre più spesso assistiamo a fenomeni di intolleranza islamica verso tradizioni e simboli cristiani. La Chiesa cattolica continua a parlare di accoglienza e rispetto ma non a pretendere quello stesso rispetto che predica. Interi quartieri di importanti città europee sono in mano a bande islamiche organizzate che applicano indiscriminatamente la Sharia, veri e propri poliziotti islamici privi di qualsiasi legittimazione legale. E non c’è nessun controllo europeo sulle decine e decine di banche islamiche e sulle loro donazioni basate sulla zakat, la carità islamica che molto spesso nasconde finanziamenti destinati a gruppi molto dubbi o alla mission principale per ogni “buon musulmano”, quello cioè di diffondere l’Islam in tutto il mondo, dove con il termine “diffondere” si intende fare in modo che le altre religioni scompaiano. Ma il paradosso più grande a cui si assiste in Europa è il crescente odio verso l’unico Stato che fino ad oggi ha veramente combattuto per la libertà e la democrazia contro la violenza islamica: Israele. L’ultimo e unico vero baluardo contro il nazismo islamico, l’unico Paese a non accettare la morte di nemmeno uno di loro senza che a tale morte segue una giusta reazione.

L’Islam con il cristianesimo ha gioco facile, troppo facile. Sfrutta il nostro buonismo per insinuarsi e islamizzare progressivamente i nostri luoghi, le nostre terre e per imporci le loro assurde regole. E paradossalmente, noi che ci vantiamo di difendere i Diritti Umani, cediamo proprio a una religione che è agli antipodi del concetto di Diritti Umani. Si può essere più folli?

Carlotta Visentin

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