Gerusalemme Est: continua la propaganda araba

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Nei giorni scorsi abbiamo riportato della iniziativa dell’Emiro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Khalifa Al-Thani, di istituire un fondo da un miliardo di dollari per Gerusalemme Est, spiegando come la cosa fosse una provocazione e un insulto alle altre religioni dato che gli arabi sono gli ultimi a garantire le altre fedi. Ieri la cosa ha avuto uno strascico in Giordania.

Infatti, in occasione della visita in Giordania del Presidente della Autorità Nazionale Palestinese (ANP), Abu Mazen, è stato firmato un accordo tra ANP e Regno di Giordania per la “protezione di Gerusalemme Est e dei luoghi sacri musulmani”. Non si capisce bene a che titolo la Giordania abbia firmato un tale accordo e come intenderebbe mette in pratica la “protezione di Gerusalemme Est” che, lo ricordiamo, è territorio israeliano essendo Gerusalemme (tutta) la capitale di Israele.

L’accordo è stato firmato da Abu Mazen e dal Re di Giordania Abdullah alla presenza del ministro palestinese degli Affari religiosi Mahmoud al-Habash e il suo omologo giordano. Nell’accordo viene ribadito “il ruolo storico della Giordania nella protezione dei luoghi sacri islamici” e si definiscono diverse forme di collaborazione al fine di implementare l’accordo stesso.

In realtà sembra che la firma dell’accordo tra ANP e Giordania sia prettamente a uso interno di Re Abdullah  accusato da più parti, specie dalle opposizioni  e dai Fratelli Musulmani, di essere “troppo collaborativo con Israele”, una accusa che negli ultimi mesi ha contribuito non poco ad innalzare la tensione in Giordania.

Da registrare poi le solite menzogne di Abu Mazen in merito alla “ebraizzazione” di Gerusalemme Est e, più nello specifico, vanno registrate le solite accuse rivolte a Israele di voler distruggere la Moschea di al-Aqsa, una accusa palesemente falsa e priva di ogni fondamento ma che però ha molto seguito tra gli arabi.

Non si registrano al momento reazioni israeliane a questo accordo che, come detto, sembra fatto solo a uso interno giordano. D’altra parte c’è ben poco da dire. Israele ha ribadito più volte che Gerusalemme (compresa la parte Est) è la capitale di Israele e che non può essere divisa.

Sarah F.

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