Gerusalemme: grande manifestazione contro gli ultraortodossi e a favore delle donne

«Non dobbiamo permettere agli ultraortodossi di trasformare la democrazia israeliana in un sistema di tipo iraniano o saudita». E’ questa la parola d’ordine dei manifestanti che ieri si sono radunati a Gerusalemme per protestare contro le richieste degli ultraortodossi che vorrebbero limitare il ruolo delle donne nella società israeliana.  

La "tarantina band" si esibisce in burqa per protesta contro gli ultraortodossi

Centinaia di persone si sono riunite ieri a Gerusalemme, capitale dello Stato di Israele, per protestare contro le iniziative volute dagli ultraortodossi negli ultimi tempi le quali hanno fortemente limitato il ruolo della donna arrivando a veri e propri episodi di discriminazione tipici dell’Islam come la separazione dei       sessi durante le celebrazioni della Simchat Torah, oppure contro la richiesta di separare le donne dagli uomini negli autobus.

Alla manifestazione hanno partecipato diversi cantanti famosi quali Achinoam Nini, Ania Bukstein, Aya Korem, Yael Deckelbaum e molti gruppi musicali femminili. La band femminile delle “Tarantina” si è esibita con una specie di burqa per far vedere quale sarebbe il futuro delle donne israeliane se le richieste degli ultraortodossi venissero accolte.

Durante la manifestazione, del tutto pacifica, sono intervenute diverse personalità legate al mondo della difesa dei Diritti delle donne e tutti hanno ribadito che “non permetteranno ai religiosi ultraortodossi di trasformare Gerusalemme in Teheran e Israele nell’Iran”. «Le manifestazioni continueranno fino a quando i religiosi ultraortodossi non cesseranno di pretendere leggi discriminatorie contro le donne e di applicare regole talebane alle loro donne» ha detto Mickey Gitzin, leader del “Be Free Israel movement” che ha organizzato l’evento.

Quella di ieri è stata l’ennesima dimostrazione che Israele è uno Stato estremamente democratico e che rifiuta assolutamente qualsiasi imposizione, sia essa di tipo religioso che politico. Ancora uno smacco a tutti coloro che criticano l’unica democrazia reale presente in Medio Oriente.

Secondo Protocollo Israel

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