Giornata mondiale della libertà di stampa: un pensiero per Domenico Quirico

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Oggi è il “World Press Freedom Day”, la giornata mondiale per la libertà di stampa istituita venti anni fa dalle Nazioni Unite allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla importanza del rispetto dell’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

In questo giorno si ricordano in particolare gli oltre 600 giornalisti uccisi negli ultimi 10 anni mentre svolgevano il loro lavoro. Non necessariamente queste vittime della libertà di parola sono state uccise in territori di guerra, anzi, nella maggioranza dei casi sono state eliminate in Paesi che si autodefiniscono “democratici”,come la Russia e altri Paesi in cui vige una dittatura mascherata da democrazia. Non si vogliono poi dimenticare i tanti giornalisti e blogger incarcerati per aver espresso opinioni diverse o critiche rispetto ai regimi dove si trovano a operare. Mi vengono in mente gli oltre 300 blogger iraniani di cui nessuno parla in carcere sin dal 2009, i blogger palestinesi incarcerati dal neo-cittadino onorario di Napoli, Abu Mazen, solo perché avevano denunciato  la corruzione endemica insita nella ANP, quelli incarcerati da Hamas a Gaza perché avevano criticato il gruppo terrorista. Mi vengono in mente i giornalisti e blogger cubani e venezuelani, quelli afghani e pakistani, i blogger cinesi e tanti altri che non basterebbe un articolo per ricordarli.

E in tutto questo marasma antidemocratico oggi, in questa giornata particolare in cui non si dovrebbero fare nomi ma ricordarle tutti i martiri della libertà di parola, vogliamo invece ricordare un giornalista italiano di cui da molti giorni non si sa più niente, Domenico Quirico, giornalista de La Stampa letteralmente sparito nel nulla in Siria.

Su Domenico Quirico è scesa una cappa di silenzio assoluto, nulla che può essere giustificato con il riserbo per le eventuali trattative in corso per la sua liberazione. E’ qualcosa di più grosso. Noi abbiamo l’impressione che Quirico sia stato sequestrato perché aveva visto (e magari ripreso) qualcosa che non doveva vedere. Voci vicine ai servizi israeliani sostengono che il giornalista italiano sia nelle mani di Hezbollah, una eventualità perfettamente compatibile con l’area del suo sequestro. Siamo chiaramente nel campo delle ipotesi e come sempre avviene in questi casi è difficilissimo dare le cose per certe. Si possono fare solo supposizioni. Ma siamo ragionevolmente sicuri che sia questa la pista da seguire.

Oggi La Stampa e altri giornali e telegiornali espongono un nastrino giallo per ricordare Domenico Quirico e tutti i giornalisti vittime di soprusi. Lo facciamo, nel nostro piccolo, anche noi ricordando come il cambiamento del modo di fare notizia portato da internet, se da un lato ha favorito l’accesso globale alla verità  e alle notizie, dall’altro ha moltiplicato il numero dei giornalisti e degli operatori della comunicazione a rischio di essere incarcerati. Questa giornata è per loro.

Bianca B.

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