Gli Ayatollah hanno già vinto (forse)

Gli Ayatollah iraniani hanno già vinto la loro battaglia per il nucleare e contro il mondo libero. Gli Stati Uniti non faranno niente per impedire al sanguinario regime iraniano di dotarsi di armi nucleari, checché ne dica il Presidente Obama.

E’ quello che appare evidente da alcuni sondaggi diffusi nei giorni scorsi dai media americani. Nonostante la stragrande maggioranza del popolo americano detesti il regime iraniano, non è disposto a sopportare un’altra guerra a migliaia di Km di distanza dagli USA. A questo va aggiunta la crescente corrente pacivendola che sta prendendo piede nel Paese.

Obama, che ha detto che avrebbe fatto quanto necessario per fermare il nucleare iraniano, in effetti non ha detto niente di concreto e preferisce stare saldamente con i piedi su due staffe. Da un lato tiene buoni gli interventisti  e gli anti-islamici preoccupati giustamente che un Iran nucleare rappresenti un pericolo anche per gli USA. Dall’altro tiene buoni i pacivendoli, sempre più numerosi, che ritengono che il problema del nucleare iraniano riguardi solo Israele.

Di questa eterna indecisione se ne giovano gli Ayatollah che, nonostante la crisi profonda che sta investendo il Paese con la moneta locale (il Riyal) che negli ultimissimi giorni ha perso il 25% del suo valore nei confronti del dollaro e con un tasso di povertà che ha raggiunto picchi impensabili, continua imperterrito ad armare e finanziare gruppi terroristici, a sostenere il regime siriano di Bashar al-Assad e, soprattutto, a far crescere il suo programma nucleare con ulteriori 250 centrifughe per l’arricchimento dell’uranio che verranno installate nei prossimi giorni nel sito di Qom.

L’unica cosa che al momento potrebbe impedire agli Ayatollah iraniani di dotarsi di armi nucleari e quindi di vincere questa battaglia campale, è la caparbietà israeliana nell’impedire a tutti i costi che Teheran arrivi alla bomba. Netanyahu non molla l’osso nemmeno per un giorno e incomincia seriamente a pensare ad una azione unilaterale. Ma ci sono difficoltà logistiche d non facile superamento. Oggi l’Azerbajian ha fatto sapere, attraverso il suo ambasciatore in Pakistan, che non fornirà il suo territorio per un attacco all’Iran. Non si sa se sia una mossa diplomatica o se nelle parole dell’ambasciatore di Baku ci sia del vero, fatto sta che ogni giorno che passa, un attacco israeliano alle centrali nucleari iraniane si fa sempre più complesso.

Di questo se ne approfittano gli Ayatollah che ogni giorno lanciano le loro pesanti minacce a Gerusalemme e continuano a posizionare i loro uomini a pochi Km di distanza dal confine con Israele.

E’ ormai chiaro che Israele non può fare affidamento sul debole e indeciso Presidente americano. Dovrà quindi, giocoforza, agire da solo. Diversamente ci troveremo davvero a dire “gli Ayatollah hanno vinto”.

Sarah F.

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