Grecia: punirne uno per educarne cento

Ho sempre pensato che con la Grecia l’obbiettivo non sia mai stato quello di salvarla dal default ma che, al contrario, si volesse usare il piccolo Stato come un esempio per tutti coloro che pensano di voler uscire dalla zona Euro, convinzione rafforzata dopo la vittoria di Tsipras, per nulla amato né a Bruxelles né a Berlino.

Perché la Grecia?

Punirne (o colpirne) uno per educarne cento. Applicare il concetto tanto caro a Mao Zedong prima e alle Brigate Rosse poi, non è così facile come si pensa. Ci vuole un elemento sacrificabile. La Grecia per questo è perfetta. Uno dei PIL più piccoli della Unione Europea (240 miliardi di dollari nel 2013 per una popolazione di 11 milioni di abitanti), un potenziale industriale da terzo mondo, una agricoltura ininfluente e altre voci di settore praticamente inesistenti, una economia fondata su basi assolutamente volatili, la Grecia era il candidato perfetto per fare da esempio agli altri che in Europa pensavano di poter brandire lo spettro dell’anti-europeismo per poter fare pressione su Bruxelles e sulla Germania. Un default della Grecia non metterebbe in crisi nessun altro Paese europeo. Certo, il debito che i greci hanno con gli altri Stati e con i donatori non verrà saldato (per l’Italia si parla di una cifra tra i 39 e i 46 miliardi di Euro diluito in un tempo relativamente lungo), ma non influirà più di tanto sulle economie degli altri Paesi anche perché è probabile che la Banca Centrale Europea interverrà in modo massiccio per tranquillizzare i mercati e riequilibrare eventuali squilibri. Quindi gli unici che devono avere paura di un default sono proprio i greci. In molti in questi giorni fanno un parallelo tra i diversi default dell’Argentina e il più che probabile default greco, ma non è la stessa cosa perché l’Argentina ha risorse naturali immense in grado di risollevare la propria economia, risorse che alla Grecia mancano completamente.

I rischi sono altri

Se vogliamo parlare di rischi o di ricadute sulla Unione Europea dobbiamo quindi parlare di altro rispetto a possibili contagi economici, assai improbabili. Il primo che mi viene in mente, forse il meno importante, è quello relativo al concetto di Unione Europea che viene trasmesso alla gente. Quale idea si possono fare i popoli europei di questa Unione Europea? Già nei giorni scorsi noi italiani abbiamo visto in che modo egoista e cinico si è comportata l’Europa con la vicenda dei migranti, non certo uno spettacolo. Con un eventuale default punitivo della Grecia l’immagine dell’Unione Europea ne uscirebbe letteralmente devastata. Più importante è invece il rischio che la Grecia uscendo dall’Euro entri in altre orbite. La Più probabile è quella dell’ingresso nell’orbita Russa ma non escluderei qualche mossa eclatante da parte della Cina. A livello geopolitico (prima che economico) sarebbe un disastro perché la posizione della Grecia potrebbe diventare strategica nel volgere di poco tempo. Già adesso lo è, ma se la tensione con la Russia dovesse continuare a salire diverrebbe importantissima. Di riflesso una situazione del genere darebbe molto più peso alla Turchia e di certo la cosa non è allettante anche perché in Europa la corrente di coloro che in maniera masochista vorrebbero un ingresso della Turchia nella UE è ancora molto forte. Non vorrei che ci vendano un eventuale ingresso turco in Europa come una mossa per compensare l’uscita della Grecia. Sarebbe un vera porcata ma ho la netta impressione che il piano sia proprio questo.

I benefici? Pochi ma buoni

Lo stesso motivo per cui i falchi dell’Unione Europea avrebbero pianificato un default punitivo della Grecia potrebbe rivolgersi contro gli stessi falchi. Se la Grecia ne uscisse devastata la corrente di coloro che chiedono una Europa diversa, più comunità e meno Unione, più politica comune e democratica e meno burocrati al potere, si farebbe fortissima. Le pressioni, anche popolari, per cambiare radicalmente la struttura della UE diverrebbero impressionanti. La Grecia potrebbe essere il grimaldello che scardina l’Europa dei burocrati.

Voglio chiudere questa mia riflessione con una amara considerazione: fa impressione vedere un tale accanimento contro la Grecia giustificato da “motivazioni di bilancio nazionale e di rigore” quando l’Unione Europea sta elargendo miliardi di dollari (che basterebbero a salvare due volte la Grecia) alla Palestina sorvolando allegramente proprio su quei parametri morali e di rigore che si pretendono da Atene. Che il popolo greco sia meno importante di un popolo che non c’è rappresentato da un Governo non democratico e fortemente corrotto?

[glyphicon type=”user”] Scritto da Lila C. Ashuryan

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