Grillo, Bersani, Berlusconi: l’Italia dello sfascio e della vecchia politica

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Siamo alla frutta o, come direbbe qualcuno, alla canna del gas. Eppure quello che si vede, anche in diretta streaming, è il più basso e bieco comportamento politichese degno della prima Repubblica. Tutti contro tutti mentre il Paese rischia di fare la fine di Cipro.

Il finto nuovo: si chiama Beppe Grillo il “finto nuovo”. In realtà il Movimento 5 Stelle è quanto di più vecchio si possa vedere oggi in Parlamento. Non per dati anagrafici, certo, ma per comportamento politicante. Il fine del partito di Grillo non è il bene del Paese, questo mi sembra evidente, ma ottenere ancora più consenso per le quasi inevitabili nuove elezioni. Per farlo Grillo non esita a scaraventare il Paese nel più profondo burrone dell’immobilità politica. Il suo fine è quello di costringere i due maggiori partiti (PD e PDL) a fare una alleanza di scopo per poi gridare all’inciucio. E c’è da credere che se ciò avvenisse troverebbe una marea di adepti pronti a pendere dalle sue labbra, pardon, dal suo blog. Di quello che succede all’Italia non gliene frega niente, tanto alla fine darà la colpa sempre agli altri. A lui basta rimanere immobile e continuare a gettare fumo negli occhi.

Il vecchio nuovo: si spaccia come “il riformatore” ma in realtà è la rappresentazione della vecchia nomenclatura catto-comunista. Pierluigi Bersani sta facendo pagare al Paese i suoi errori e quelli del politburo del Partito Democratico che, preso dal panico dall’avvento sulla scena politica del vero riformatore, Matteo Renzi, pur di salvaguardare le proprie comode poltrone e i propri privilegi non hanno esitato a mettersi di traverso per bloccare Renzi. Il risultato è davanti agli occhi di tutti. Una vera emorragia di consensi e di voti. Non pago di questo si è messo a stare dietro a Grillo e alle sue follie nel tentativo, vano, di convincerlo a votare il suo Governo. Un fallimento totale su tutta la linea.

Il nuovo vecchio: è come l’Araba Fenice, quando credi di averla fatta fuori risorge dalle sue ceneri. Silvio Berlusconi non cede di un millimetro. Gli basta rifarsi un lifting e ripresentarsi agli italiani come una vergine illibata che tutti i danni fatti in passato vengono immediatamente dimenticati. In realtà la sua politica è sempre la stessa, cioè quella di fare i propri interessi e se per far questo deve bloccare le riforme non esita a farlo. E ancora c’è qualcuno che cerca di affossarlo con Ruby Rubacuori o con cavolate del genere. A ogni sentenza pronunciata contro di lui, ad ogni visita fiscale, si rafforza il “concetto del martire” e guadagna consensi. Non ha vinto le ultime elezioni per un nonnulla. Resuscitato incredibilmente da Santoro, Travaglio e da Bersani.

Grillo, Bersani e Berlusconi, i tre moschettieri dello sfascio che stanno gettando l’Italia nel baratro dell’ingovernabilità e dell’incubo cipriota (o greco, fate voi). E mentre questi tre politicanti fanno gli affari propri l’Italia reale, quella fuori dalle ville in riva al mare e ai palazzi di potere, fatica ogni giorno di più a tirare avanti.

Non ci rimane altro che sperare in Napolitano confidando nella su saggezza affinché venga dato un Governo all’Italia che porti alle indispensabili riforme e poi, ma solo poi, a nuove elezioni. Poi speriamo in Renzi, sempre ammesso che nessuno si metta di traverso.

Bianca B.

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