Grillo, Casaleggio e la “comunicazione tossica”

E’ sempre molto interessante leggere quello che scrive Michele Di Salvo, autore del libro “la menzogna della rete. Chi e cosa c’è dietro Grillo e il M5S” e di diversi articoli sul “fenomeno Grillo” e sulla influenza di Casaleggio nel Movimento 5 Stelle.

L’ultimo capitolo è un interessantissimo articolo (questo il link) intitolato “la comunicazione tossica” dove il bravissimo Di Salvo smonta punto per punto il sistema comunicativo usato da Casaleggio, Grillo & C. , un sistema che a dire il vero è pure interessante e che se adottato in un contesto internazionale ci aiuta a capire anche tante cose delle dinamiche comunicative di certi gruppi di potere.

Ma tornando a Grillo e Casaleggio, Di Salvo dice che «la comunicazione diventa “tossica” quando viene strutturata non tanto secondo “tecniche retoriche” (che sono sempre esistite) ma da quando vengono utilizzati in maniera sistematica sistemi di manipolazione e di costruzione del messaggio». Cosa intende dire con questo? Che i nostri bravi “comunicatori” usano un sistema che manipola intere masse costruendo un messaggio virtuale fatto di piccole e semplice regole che riescono a portare acqua al loro mulino. Non sto naturalmente dicendo che chi li segue sia un demente, ma che la cosa è fatta talmente bene (brillantemente) che anche il più scafato navigare della rete può caderci.

Secondo Di Salvo le regole principali per ottenere tutto questo sono:

  • I temi
  • Gli influencers (qui una breve spiegazione sempre di Di Salvo)
  • Il processo di aggregazione (fatto in un certo modo. Leggere l’articolo di Di Salvo)
  • Il processo di difesa del gruppo
  • Il contenuto (anche questo proposto in un certo modo)

Guardate che la mia non vuole essere una critica a questo sistema che, a dire il vero, trovo affascinante e veramente brillante, è solo per spiegare ai profani della rete, come lo sono io, che il duo Grillo – Casaleggio non ha ottenuto visibilità mediatica perché ha proposto qualcosa di innovativo a livello politico (a dire il vero non si capisce bene nemmeno cosa propongano) ma perché ha introdotto un metodo comunicativo estremo che moralmente è certamente criticabile ma a livello di risultati ottiene picchi di visibilità che nemmeno la TV può garantire.

E così alla fine si torna alla domanda delle domande: ma Grillo e il Movimento 5 Stelle sono qualcosa di veramente concreto, una vera novità politica, oppure sono solo il frutto di un enorme bluff mediatico che Di Salvo chiama “la menzogna della rete”?

Bianca B.

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