Grillo: cosa vuole veramente il padrone del Movimento 5 Stelle?

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Prima di tutto sfatiamo un mito: Grillo è un politico. Non solo, è di quelli da prima repubblica, cioè di quelli super scaltri che prima di tutto vedono gli interessi personali e di partito, poi se ne avanza pensano al Paese. Nel modo di agire ricorda moltissimo quel Berlusconi che lui tanto contesta, ipercentrico (comanda solo lui) e seguito da adepti adoranti e spesso arroganti.

Detto questo, occorre chiedersi dove voglia arrivare veramente il padrone del Movimento 5 Stelle. Capirlo non è semplice dato che cambia idea un paio di volte al giorno. Allora per capirlo occorre fare il percorso inverso, cioè chiedersi cosa non vuole Grillo.

Di sicuro Grillo (e quindi il Movimento 5 Stelle) non vuole la stabilità del Paese. Di sicuro non vuole partecipare alle necessarie riforme. Di sicuro non gli interessa la “buona politica”. Di sicuro è ostile all’Europa e all’Euro. Di sicuro non gli interessa il consesso parlamentare o perlomeno non quello che è al di fuori del suo partito (e si perché il M5S è un partito checché se ne dica). Di sicuro non gli interessa ascoltare le idee degli altri. Di sicuro non gli interessa veramente cambiare in meglio la politica del Paese.

Ma se a Grillo non interessano tutte queste cose, allora di cosa stiamo parlando? Quale politica intende fare il Movimento 5 Stelle? Ancora una volta vado a saccheggiare l’ottimo blog di Michele Di Salvo che, detto oggettivamente, mi sembra fino ad oggi il più obbiettivo e preparato su Grillo e il suo partito (meglio di certi grandissimi giornali).

Un politico che si rispetti è come un rappresentante: vende un prodotto. Grillo, che è un ottimo venditore, ha venduto un prodotto agli italiani che però non solo ha diverse falle, è inutilizzabile perché privo di “istruzioni”.  Lo spiega molto bene Di Salvo in questo suo articolo dal quale rubo la parte più significativa riguardante il programma:

Proviamo a vedere nella confezione, facendo lo sforzo di non scordare tutto il resto del ragionamento.

Dividiamo per blocchi:

– Reddito di cittadinanza

– Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa

– Legge anticorruzione

– Legge sul conflitto di interessi

– Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato

Tutti titoli accattivanti, ma nessuno declinato e spiegato.

Reddito di cittadinanza: quali differenze con il sussidio di disoccupazione, quale copertura finanziaria, cosa si fa nel frattempo, come riformi il collocamento, come bilanci gli effetti di mercato, su quali bilanci incide, quali organi dello stato lo erogano, come e quali i requisiti di accesso…

Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa: quali? Fiscalità di vantaggio, gabbie salariali, commesse pubbliche, abolizione di imposte, se si quali, accelerazione dei pagamenti, se si come e con quali risorse…

Legge anticorruzione – Legge sul conflitto di interessi: quali ne sono i contenuti? Esistono già delle norme, dove e come si modificano, qual è l’idea, aumento delle sanzioni penali, pecuniarie, sistemi di controllo e verifica, accelerazione dei processi…?

Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato: bene, torniamo ai collegi? Primarie ovunque? Disciplinate per legge? Sistema con le preferenze? Singole o multiple? Sistema proporzionale o maggioritario? Recuperi e correttivi?

Secondo blocco:

– Abolizione dei contributi pubblici ai partiti

– Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni

– Referendum propositivo e senza quorum

– Referendum sulla permanenza nell’euro

– Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese

– Massimo di due mandati elettivi

– Eliminazione delle province

– Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica

– Abolizione dell’IMU sulla prima casa

– Non pignorabilità della prima casa

– Abolizione di Equitalia

Anche qui in nessuna di queste proposte si scende nel merito o si indica la copertura finanziaria, o peggio ancora non si dice esattamente quale sarebbe la cifra da destinare.

Il punto centrale di questo blocco è uno solo: non dare risposte, ma essere LA risposta al malumore di pancia delle persone (continua a leggere sul blog di Di Salvo)

Allora. Visto quello che Grillo non vuole, visto quello che ci ha “venduto”, cioè una specie di “tutto fumo e niente arrosto”, cosa vuole questo milionario che, sempre per usare parole di Di Salvo, “parla di crisi e di salari sociali e di ridurre le paghe altrui, uno che ha un senso dello Stato tale che in piena crisi politica dice ad un giornale tedesco che siamo fuori dall’euro (costo della battuta 2miliardi di euro a carico nostro), e che come tutti gli evasori ha direttamente o indirettamente qualche bella società off-shore (continua a leggere sul blog di Di Salvo)”? In realtà sospetto che il comico genovese diventato il nuovo Silvio Berlusconi pensi esclusivamente ai suoi interessi personali (compresa una bella leggina ad personam per abolire il reato di diffamazione che al momento lo vede impegnato in parecchie cause). Non vedo altri obbiettivi nel comportamento di Grillo. Di certo non c’è il bene del Paese. Di certo non c’è tutta quella chiarezza che tanto propaganda. In compenso di fumo negli occhi ne getta parecchio come nel caso della sacrosanta riduzione degli stipendi dei parlamentari e l’abolizione dei contributi di Stato ai partiti, una cosa giustissima e un ottimo messaggio, per carità, ma che nel contesto italiano vale finanziariamente come una goccia nell’oceano. I problemi veri sono altri.

Forse sarebbe il caso di iniziare a chiederci e a indagare su cosa e chi ci guadagna da una eventuale uscita dell’Italia dall’Euro e da un eventuale default italiano, perché detto francamente la politica di Grillo sembra puntare tutto su questa ipotesi.

Bianca B.

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