Grillo: dalle Stelle alle Stalle

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Lo so, il titolo è prevedibile e persino scontato, ma non ho resistito. Il tonfo del Movimento 5 Stelle in queste amministrative è stato rumoroso ma non inaspettato, specie se si guardava a quanto successo in Friuli poco più di un mese fa e, soprattutto, se si guarda alla politica di Grillo, ininfluente, menzognera e persino ipocrita.

Nonostante i grilli si siano affrettati a sminuire la batosta è talmente evidente che il Movimento 5 Stelle non ha sfondato che ogni tentativo di negarlo è semplicemente ridicolo. E non solo non ha sfondato, è stato letteralmente snobbato dagli elettori. Poi, ogni scusa può essere buona: l’astensionismo, la cecità della gente, a quanto pare meno cieca di quanto prevedeva Grillo, le amministrative meno appetibili della nazionali, ecc. ecc. Fatto sta che la scoppola è stata devastante soprattutto per la base che ieri sul blog di Grillo ha tempestato di critiche il modo di gestire il partito da parte di Grillo e Casaleggio.

A proposito del blog di Grillo e della sua sbandierata assoluta trasparenza, vi segnalo questo sito dove si tengono i conti di tutti i commenti censurati da Grillo (e si possono pure vedere e leggere) a dimostrazione che quando la base grillina protesta il sistema comunicativo di Casaleggio & C. va in fibrillazione e si comporta in maniera censoria. Ah……certo, sono tutti trolls.

Battute a parte, il Movimento 5 Stelle è fuori da ogni ballottaggio, una sconfitta senza attenuanti che la base del partito di Grillo attribuisce alla cattiva gestione mediatica. Tutti chiedono a Grillo di andare in TV a spiegare agli italiani come la pensa il Movimento 5 Stelle. Ed è qui che sta il problema. Cosa spiega Grillo agli italiani? Il suo  “non programma”? Gli spiega perché all’interno del Movimento 5 Stelle la parola “democrazia” è un eufemismo? Gli spiega perché non va oltre la politica dell’insulto? Cosa può spiegare Grillo se non ha nulla da spiegare? E’ tutto così chiaro che nemmeno gli italiani che gli avevano dato il voto per protesta verso gli altri partiti glielo danno più. Preferiscono non andare a votare piuttosto che dare il voto a Grillo.

L’insulto, il fumo negli occhi e la politica basta sull’attacco a tutto e tutti, il NO a prescindere a qualsiasi collaborazione politica hanno finito per decimare il consenso di Grillo. Mettiamoci la diatriba sullo stipendio dei parlamentari grillini, mettiamoci il circondario oscuro che gravita intorno al Movimento 5 Stelle con antisemiti, estremisti NO TAV e sostenitori dei talebani vari, e il gioco è fatto. La gente della strada ha altre priorità rispetto a quelle di Grillo e di certo all’italiano non piace né l’estremismo né la politica dell’insulto. Dicono che però la gente va ad ascoltare i comizi di Grillo. E ti credo, con questa crisi non è da tutti i giorni assistere a uno spettacolo comico senza sborsare un euro. Ma quando le cose si fanno serie e bisogna dare un voto le cose cambiano.

Certo, alle ultime elezioni molta gente è caduta nel trappolone di Grillo e gli ha dato il voto sperando che potesse cambiare l’Italia. Ma adesso, dopo qualche mese di buffonate, i tanti che avevano riposto qualche seppur misera aspettativa in Grillo e nel Movimento 5 Stelle si sono ricreduti. Grillo non ha colto il momento o, più probabilmente, non aveva argomenti per cogliere il momento. Il risultato è quello che si è visto in queste amministrative. Dalle Stelle alle Stalle.

Bianca B.  

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