Grillo diventa politicante: la sua si che è vecchia politica altro che il nuovo che avanza

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Grillo, il nuovo che avanza? Grillo, l’uomo che cambierà il modo di fare politica in Italia? Grillo, il salvatore del Paese? A giudicare da quello che dice l’ex comico genovese prestato alla politica non si direbbe. Anzi, quello che si sta delineando è quanto più vicino alla vecchia politica che ci possa essere.

Le speculazioni del sig. Grillo sono talmente evidenti da essere imbarazzanti. Vuole spingere a una alleanza PD/PDL per sfuggire alle tante responsabilità che la gente che lo ha votato gli ha messo in mano. Vuole una alleanza PD/PDL perché convinto che quando si tornerà a votare (tra poco) gli frutterà tre/quattro punti in più. Si sottrae sapientemente alle grandi responsabilità che ha con la scusa che non vuole avere niente a che fare con la politica. Ieri avevo detto di STANARLO mettendolo davanti alle proprie responsabilità, ma a quanto pare si è già stanato da solo. Non gliene frega una minchia del bene del Paese, ma questo era prevedibile e chi ci credeva e ci ha creduto è solo un ingenuo.

Ho l’impressione che quanto scritto il 23 febbraio scorso da Tim Parks sul New York Times sugli italiani corrisponda davvero a verità, cioè che noi italiani viviamo di illusioni. Il Paese va a picco e noi cosa facciamo? Diamo il voto a Grillo perché ci ha dato l’illusione di poter cambiare tutto (noi, inteso come la maggioranza relativa che ha votato Grillo, non certo io n.d.r.). In realtà, anche se Grillo è un maestro nel mascherare le cose, siamo di fronte al peggior teatrino della politica, quello stesso teatrino visto più volte dove il primo pensiero dei politicanti (e Grillo è un politicante) è quello di demolire gli altri e non, come dovrebbe essere specie in questo momento, il bene del Paese.

Leggendo alcuni commenti sul blog di Grillo ad un articolo nel quale dice che non darà mai la fiducia a Bersani, si deduce che i duri e puri del movimento sono con lui, sempre e comunque, ma anche che i “nuovi elettori”, quelli che lo hanno votato credendo in buona fede di far bene, adesso gli chiedono di essere responsabile. Lo hanno stanato i suoi stessi elettori.

Per capire come ragionano Grillo e il suo movimento è sufficiente leggere un trafiletto apparso sempre sul blog di Grillo. Il titolo è “la patata bollente” e dice:

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A LA 7, 3 ore fa Davide Barillari, il candidato portavoce del M5S alla Regione Lazio, li ha messi tutti in difficoltà. Barillari dice: “Noi M5S siamo un MoVimento di cittadini, che come dite voi, media e forze politiche, non abbiamo esperienza e siamo ingenui, quindi non possiamo certo al momento appoggiare una forza politica con lunga storia ed esperienza. Però credo che viste le difficoltà del paese, bisognerebbe che le due forze storiche PD (menoelle, ndr) e PDL vista la loro esperienza si uniscano per il bene del paese e se proporranno insieme punti comuni al ns. programma, tipo:

– Legge sul conflitto di interesse.

– Riduzione stipendi dei parlamentari

– Eliminazione retroattiva rimborsi elettorali

Posso affermare che i cittadini M5S siano d’accordo con il votare a favore di questi punti.”

Patata bollente girata in mano loro. Chissà il PD (menoelle, ndr) cosa dice. Barillari sei forteeee!

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Non so se vi rendete conto che questo tipo di atteggiamento (girare le patate bollenti agli altri) è l’emblema della politica in vecchio stile che proprio Beppe Grillo vuole condannare o pretende di farlo.

Più passano i giorni e più diventa evidente la portata distruttiva di queste elezioni e con loro gli errori fatti dalla politica. Pretendere che sia Grillo a salvare l’Italia è semplicemente fantascienza, non perché non possa farlo assumendosene la responsabilità, ma perché Grillo non vuole il bene del Paese. Al politicante Grillo interessano quei tre/quattro punti in più che (forse) otterrà alle prossime elezioni. Alla faccia del nuovo che avanza.

Bianca B.

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