Grillo, e la chiarezza dove sta?

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Continua la guerra tra Beppe Grillo e Repubblica. Ieri il giornale fondato da Eugenio Scalfari ha pubblicato un articolo dove si affermava che la “base grillina” sarebbe in rivolta perché, a quanto pare, i Parlamentari del Movimento 5 Stelle non sarebbero chiari nel rendicontare le spese ma soprattutto che non sarebbero più d’accordo sulla decurtazione della dell’indennità.

A Repubblica  risponde Fico sul blog di Grillo accusando il giornale di fare “giornalismo del nulla” e mettendo in piedi una difesa che, onestamente, si basa veramente sul nulla in quanto replica alcune promesse fatte dai grillini che al momento sono rimaste disattese. Mi riferisco in particolare alla rendicontazione online delle spese che al momento non si è vista da nessuna parte.

In realtà i dubbi sollevati da Repubblica non sono poi così campati in aria come afferma Fico. Grillo ha più volte promesso che ai suoi Parlamentari avrebbe imposto di rendicontare online le spese sostenute e comprese nei rimborsi spettanti ai Parlamentari stessi. Per ora questo non è avvenuto. Non solo, sembra che tra i Parlamentari grillini ci sia anche una certa rivolta sul taglio della indennità a 5.000 euro lordi. Insomma, vorrebbero tenersi tutto o tagliare di meno.

Per questo la base grillina è piuttosto seccata. Ormai sono diversi i punti oscuri che caratterizzano il “regno di Grillo”, a partire dalla palese incostituzionalità del codice di comportamento del M5S fatto firmare a tutti i Parlamentari grillini, fino alla gestione piuttosto occulta delle votazione online. E infine la tanto promessa piattaforma che avrebbe permesso una gestione online del Movimento chiara e trasparente, una promessa fatta più volte e mai mantenuta.

E allora, dove sta la tanto sbandierata chiarezza di Grillo e del Movimento 5 Stelle? Molti della base hanno sempre più l’impressione che a parole Grillo sia bravissimo ma che quando di si tratta di passare dalle parole ai fatti ci siano serie difficoltà a dare corso alle promesse. E’ una cosa che vediamo anche nella politica spiccia di tutti i giorni. Il M5S aveva la possibilità concreta di partecipare ed essere protagonista di un cambiamento radicale della politica italiana, ma si è accontentato di rimanere alla finestra, probabilmente anche perché non avrebbero saputo dove mettere le mani. Meglio allora rimanere all’opposizione dove fare populismo basato sulla critica sistematica è molto più semplice.

Bianca B.

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