Grillo e la “democrazia “ in stile iraniano

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Quanto successo ieri al comizio di chiusura della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle in Piazza San Giovanni a Roma, è di una gravità inaudita che dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, qual è il concetto che Beppe Grillo ha di democrazia: quello iraniano.

Grillo ha sostanzialmente cercato di allontanare i giornalisti italiani colpevoli, a suo dire, di essere venduti al potere, di essere bugiardi, di fare troppe domande ma, soprattutto, di non condividere le sue idee. E allora, come in un qualsiasi regime autoritario e non potendo sopprimerli (i giornalisti), Grillo ha pensato bene di non concedere loro gli accrediti. Ne è nato un parapiglia tra gli stessi giornalisti italiani che protestavano e il servizio di sicurezza di Grillo che ha chiamato i carabinieri. Alla fine proprio i carabinieri (che presumibilmente adesso finiranno nella lista nera di Grillo) hanno costretto il leader del Movimento 5 Stelle ad aprire anche ai giornalisti italiani.

Inutile dire che tutto questo emana un terribile tanfo di fascismo. Quando un leader politico vuole zittire la libera stampa (si, caro Grillo, LIBERA STAMPA) è perché intende far passare solo la propria ideologia senza contraddittorio o qualcuno che lo critichi. Lo fa Putin in Russia, dove però i giornalisti li ammazzano eccome, lo fanno altri regimi nel mondo e lo fa quel regime che a Grillo piace tanto, quello iraniano.

Scrive bene oggi La Repubblica quando, in merito a quanto accaduto ieri sera e al fatto che Grillo sostenga che la stampa italiana disinforma, sostiene che “ c’è però  bisogno di ripetere fino allo sfinimento che in democrazia se un giornale disinforma non lo decide un capo politico, ma le leggi dello Stato e, in subordine,  i suoi lettori”.

Ecco, la parola chiave è proprio “democrazia”. Una democrazia non si fa con le parole ma con le azioni. Anche Ahmadinejad sostiene che in Iran ci sia democrazia ma i fatti dimostrano il contrario.  La democrazia che vorrebbe Grillo è proprio come quella del suo amico Ahmadinejad, una democrazia dove chi contesta le ideologie del capo viene incarcerato e perseguitato. Per fortuna ancora Grillo questo non lo può fare e si limita ad espellere i contestatori e a bloccare (nonché insultare) i giornalisti che hanno quella bruttissima abitudine di fare domande. Ma la linea è quella.

Non nascondo che nel vedere Piazza San Giovanni gremita all’inverosimile mi ha fatto passare i brividi e mi ha fatto pensare che è proprio vero che noi italiani non riusciamo a prendere esempio dai nostri errori/orrori passati. Anche nel 1922 la gente gremiva le piazze per sentire ed acclamare un altro personaggio che urlava di democrazia ma che pochi anni dopo iniziò a far fuori e a incarcerare i giornalisti e tutti coloro che lo contestavano.

Non nascondo di avere il timore che la storia possa ripetersi. Quando un leader politico attacca la libera stampa, quando ha un concetto di “democrazia” come quello di Beppe Grillo, c’è solo di che temere. Forse sarà esagerata, forse domani verrò smentita dai fatti, ma quello che stiamo vedendo non lascia presagire nulla di buono.

Bianca B.

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