Grillo e le regole “ad personam” che valgono per tutti ma non per lui

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“Siamo un movimento di cittadini liberi e incensurati”. Così Grillo in un video trasmesso da RAI News 24. Peccato che quella regola che vale per tutti nel Movimento 5 Stelle, cioè quella di essere incensurati per poter aderire al M5S, non valga per Beppe Grillo che incensurato proprio non lo è.

Infatti nel 1988 la Corte suprema di cassazione  condannò definitivamente Beppe Grillo per omicidio colposo plurimo a un anno e tre mesi di carcere, poiché giudicato responsabile della morte di due coniugi genovesi, Renzo Giberti (45 anni) e Rossana Guastapelle (33 anni), e del loro bambino Francesco, di 9 anni, a seguito di un incidente stradale nei pressi di Limone Piemonte da lui causato il 7 dicembre 1981 (fonte).

Sembra una caratteristica del leader (o, come si definisce lui, il portavoce) del M5S quella di applicare la democrazia e le regole a modo suo all’interno del Movimento. Quello che vale per gli altri non vale per lui. Infatti lo stesso sistema lo possiamo notare sul tanto (giustamente) contestato condono. Secondo quanto scrive Giornalettismo che riprende un articolo di Libero, “la Gestimar, controllata dal comico (Beppe Grillo n.d.r.) insieme al fratello Andrea, aderì al condono tombale 1997- 2001 pagando 2.500 euro. Adesione confermata dodici mesi dopo versando altri 1.369 euro”. Ma come? Critica gli evasori e chi vuole proporre il condono e poi lui è il primo a beneficiarne?

Sarà per questo che il buon Grillo si guarda bene dall’affrontare qualsiasi contraddittorio con una controparte o con dei giornalisti seri che non siano quelli amici de Il Fatto Quotidiano, perché qualcuno potrebbe tirare fuori questi altarini e queste ipocrisie di cui il comico genovese sembra approfittarne a piene mani.

Eppure, come avvenne nel 1922 in Italia e nel 1933 in Germania con altri due storici personaggi, la gente sembra credergli e dargli credito, nonostante le sue idee siano un mix di comunismo estremo da un lato e fascismo dall’altro. L’incredibile e che lui parla di “democrazia”. In fondo dice alla gente quello che la gente vuole sentirsi dire. Non dice come farà a fare tutto quello che promette, non risponde a domande importanti,ma intanto la gente abbocca. D’altra parte ormai è un ventennio che gli italiani abboccano praticamente a tutto, non è che si possa pretendere qualcosa di diverso questa volta. Solo che se qualcuno si aspetta qualcosa di buono da uno che fa le regole “ad personam” (vi ricorda qualcosa????) probabilmente rimarrà deluso. Non solo, si rischia di finire dalla padella alla brace.

Ormai ci siamo. Domenica e lunedì vedremo quanto sono boccaloni gli italiani e quanti, credendo in un cambiamento positivo, daranno il voto al comico genovese che non risponde alle domande. Saranno certamente tanti.

Bianca B.

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