Grillo: il pianto dell’avvoltoio

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Grillo fa il piagnisteo sul suo blog. L’insultatore di professione, il professor morte (siete morti, i partiti sono morti, l’Italia è morta, il 25 aprile è morto, ecc. ecc.) si lamenta che la stampa, quella che lui insulta un giorno si e l’altro pure, non ha dedicato il giusto risalto al presunto furto di email dei suoi parlamentari. Si lamenta che il suo partito è stato tenuto fuori dai giochi di potere e rivendica commissioni importanti (il COPASIR soprattutto che chiaramente non può essere dato a lui per ovvie ragioni).

Ma di cosa si lamenta l’avvoltoio? Che l’Italia non è stata inerte a farsi ridurre a brandelli dai suoi artigli. Eppure ci ha provato (l’Italia) a farsi sbrindellare, ci ha provato con il povero Bersani che si è genuflesso a Grillo in tutti i modi. Ma lui niente, un niet continuo a tutto. Insulti a 360°, imposizioni del Grillo-pensiero (Rodotà Presidente della Repubblica e tanto altro), ridicolizzazione continua di tutti coloro che non la pensino come lui, aggressioni verbali sul web a chiunque osi dissentire.

Dice che «gli otto milioni di italiani che hanno dato il loro voto al Movimento 5 Stelle sono considerati intrusi, cani in chiesa, terzi incomodi, disprezzati come dei poveri coglioni di passaggio», quando con il suo comportamento è stato proprio lui a disprezzare quegli otto milioni di italiani che gli hanno dato il voto arrivando persino a dire che “chi lo aveva votato aspettandosi un accordo con altre forze politiche aveva sbagliato”. E come pensa Grillo di governare il Paese senza alcun accordo con le alte forze politiche? Come pensa di poter cambiare le cose? Probabilmente pensa di imporre le sue idee alla maggioranza del Paese e si aspetta che tutti tacciano, che nessuno dissenta. Ma non è così che funziona una democrazia.

Ma il massimo dell’ipocrisia lo raggiunge quando afferma che «le mail private di molti parlamentari del M5S sono state trafugate, foto, filmati, corrispondenze. In un altro Paese sarebbe il primo titolo per giorni. Se fosse successo al Pdl, a Cicchitto, Ghedini, Brunetta i giornali e i telegiornali e i telegiornali avrebbero gridato all’attentato alla sicurezza nazionale. Per il M5S solo scherno o silenzio». Insomma, dopo aver insultato per mesi i giornalisti italiani, dopo averli sbeffeggiati con interviste a testate straniere, si chiede perché viene ignorato e protesta per il silenzio della stampa su cose che per altro sono ancora tutte da verificare. Se non è ipocrisia questa……..

Qualcuno dovrebbe dire a Grillo che non serve piangere sul latte versato e che le cose non si cambiano imponendo alla maggioranza le proprie idee, perché quella non si chiama democrazia ma dittatura. Le cose, in un Paese democratico, si cambiano confrontandosi con gli altri, ragionando sulle proposte, discutendo. La pretesa del partito unico lasciamola agli Ayatollah. Ah….dimenticavo, Grillo gli Ayatollah li adora.

Carlotta Visentin

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